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Posted venerdì, 26 ottobre 2012 by Luigi Milani in Premi letterari
 
 

Philip Roth e le stranezze del Premio Nobel per la letteratura

Philip Roth
Philip Roth

Ebbene sì, a distanza di pochi… post dal precedente, torno a occuparmi di quel colosso della narrativa contemporanea statunitense che risponde al nome di Philip Roth. Si tratta del resto di una scelta in un certo senso quasi obbligata, in considerazione della peculiare natura del nostro blog-magazine GraphoMania, che, a partire dal suo stesso nome, fa della scrittura l’argomento principe tra i pur numerosi temi trattati.

Roth, premio Pulitzer nel 1997 e vincitore di molti altri importanti riconoscimenti – è, tra l’altro, l’unico scrittore americano vivente la cui opera sia stata pubblicata integralmente dalla prestigiosa Library of America – anche quest’anno compariva nella sofferta lista dei candidati al Nobel. Intendiamoci, era in buona compagnia, dal momento che assieme al suo figurava il nome di un altro eterno, presunto favorito, Bob Dylan, lo storico menestrello d’America. Proprio come quest’ultimo, tanto per non smentire la discutibile tradizione, Roth non si è aggiudicato l’ambito riconoscimento.

Entrambi ebrei, sorge il dubbio che questi due intellettuali, veri e propri mostri sacri della cultura occidentale, siano considerati personaggi troppo scomodi per i giurati, forse troppo “politically correct”, del premio Nobel. Non dimentichiamo inoltre che anche un autore del calibro di Salman Rushdie è stato clamorosamente – e aggiungerei anche vergognosamente – snobbato.

E sì che in passato non sono mancate scelte controverse, come l’attribuzione del Nobel per la pace a un neoeletto presidente Obama, o, risalendo indietro negli anni, il conferimento del premio Nobel per la letteratura a Dario Fo.

Potrebbe essersi trattato, chissà, di mancanza di coraggio, come denunciano i critici più severi… Staremo a vedere cosa accadrà nelle prossime edizioni.

A dire il vero il sulfureo Roth è stato spesso oggetto di snobismi, alcuni anche divertenti e paradossali. Un episodio per tutti: molti anni fa un’eminente, ancorché schizzinosa critica letteraria nel corso di una cerimonia di premiazione si rifiutò di stringere la mano all’autore. La motivazione? L’autore si era macchiato nientemeno che del gravissimo peccato di onanismo, stando almeno alla lettura pedissequa fatta dall’inflessibile studiosa di una delle opere più divertenti e dissacranti di Roth, quel Lamento di Portnoy che non a caso conquistò il favore di tanti lettori, sconvolgendo allo stesso tempo la critica bigotta e moralista della fine degli anni Sessanta.

Foto | gdifolco1973 via Visualhunt / CC BY-ND




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.