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Posted 30 Ottobre 2012 by Roberto Russo in Punti di vista
 
 

Halloween contro Ognissanti

Halloween contro Ognissanti

Halloween contro Ognissanti: Jack-o’-lantern, simbolo di Halloween

Che Halloween si avvicini è qualcosa che si respira in giro da diversi giorni. Si respira solo? È impossibile non rendersi conto dell’avvicinarsi della festa con la proliferazione di zucche, streghe o scheletri che invadono le vetrine. Arriva, però, anche la festa di Ognissanti, o, per usare una terminologia corretta, la festa di tutti i Santi, ed è indiscutibile che le due tradizioni sono difficili da mettere insieme.

È curioso come cambino i costumi. Quando molti di noi erano piccoli la festa di tutti i Santi era una celebrazione molto sobria, forse perché vicinissima alla commemorazione dei defunti che porta con sé molta mestizia. Oggi molte ragazze e ragazzi vedono in Halloween un’occasione per mascherarsi, truccarsi in maniera orrenda e mangiare dolcetti a forma di insetti; è un’opportunità in più per uscire, e magari qualcuno assaggerà più volentieri qualche piatto a base di zucca!

Cambiano le abitudini alimentari, le tradizioni e le letture. In alcune parti d’Italia era usanza imbandire la tavola la per i Santi (o per i morti, a seconda della zona), lasciarla apparecchiata per tutta la notte in modo che i santi potessero benedirla (o i parenti morti nel corso dell’anno cibarsene prima di continuare il loro viaggio) e poi, il giorno dopo, distribuire ai poveri le vivande.

Per quel che riguarda la stranezza dei dolci possiamo dire di essere a pari merito: se oggi i ragazzi impazziscono per una caramellina a forma di teschio, in varie parti d’Italia le ossa dei morti sono dei dolci tipici di questo periodo. Non solo: i morti sono coloro che portano i regali ai bambini buoni (e anche qui ci sarebbe da vedere come cambiano le tradizioni e come rimangono uguali: presepe e albero di Natale, Babbo Natale e la Befana o i Re magi…)

Se prima, in occasione del primo novembre, si leggevano storie di santi o di persone morte che alla fine della vita si erano ravvedute o meno, oggi si continuano a leggere storie di persone morte, di esseri non morti, come gli zombie, di fantasmi, streghe e chi più ne ha più ne metta.

Halloween contro Ognissanti. Tradizioni culturali italiane contro le varie americanate che sempre più ci invadono. Forse è una guerra. Forse è la normale evoluzione dei costumi. In ogni caso, almeno per quel che riguarda la lettura, non è mai un male che ci si dedichi alla lettura di storie provenienti da altre culture e che mostrano come altri popoli vivono il loro rapporto con la morte. Che poi, insieme all’amore, è l’altro motore di ogni buon testo.

Foto | Pixabay




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.