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Posted mercoledì, 31 Ottobre 2012 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Charles Dickens e i racconti di fantasmi

Il patto col fantasma
Il patto col fantasma

Potrebbe sembrare che nell’opera di Charles Dickens, uno degli autori realisti della letteratura britannica più conosciuti, i fantasmi non abbiano ragion d’essere. Non dimentichiamo, però, che l’autore di David Copperfield e di Oliver Twist ha anche scritto il Canto di Natale, una storia in cui i fantasmi hanno un’importanza fondamentale, nonché uno dei testi di Dickens più noti. Tra i suoi scritti troviamo, inoltre, il romanzo breve Il patto col fantasma, pubblicato nel 1848.

Il patto col fantasma

Naturalmente le storie spaventose di Dickens devono essere collocate nel loro contesto: non si tratta di quel terrore che possono ispirare i libri di Stephen King o Clive Barker. Ci troviamo dinanzi, invece, a una paura in stile classico, a un bivio, a una constatazione dell’impossibile, qualcosa che è al contempo meraviglioso e incomprensibile che pone domande sui limiti del mondo fenomenologico. Più che paura è forse il caso di parlare di soprannaturale, di situazioni in cui i personaggi si scontrano improvvisamente con qualcosa – un essere o un avvenimento – di natura altra.

Il segnalatore di Charles Dickens

Uno dei testi di Dickens più significativi in questo senso è il racconto Il segnalatore. Si tratta di un testo pubblicato per la prima volta nel 1866 sul settimanale All the Year Round (fondato dallo stesso Dickens) e poi pubblicato nella raccolta di racconti Mugby Junction. In italiano è stato pubblicato in due edizioni a se stanti, praticamente introvabili (nel 1991 dello Studio Tesi di Pordenone con il titolo Mugby Junction. Un treno per Nessun-Luogo, a cura da Rosanna Bonadei, e una del 1994 pubblicata dalle Ferrovie dello Stato). Il segnalatore è, comunque, presente in varie antologie di racconti sui fantasmi la più recente delle quali è Storie di Fantasmi. Racconti dell’orrore, del mistero e del soprannaturale edita da EL nel 2007.

Dicevamo che Il segnalatore è forse il miglior racconto di fantasmi scritto da Dickens. Secondo alcuni è il miglior racconto di tutti i tempi sui fantasmi. Basato su un’esperienza dello stesso Dickens (che sopravvisse a un incidente ferroviario nel 1865), la storia ci parla di un segnalatore ferroviario perseguitato dai fantasmi, tanto che ogni volta che ne vede uno accadono cose terribili nel tratto di ferrovia in cui lavora.

L’incipit

Così comincia il racconto:

«Ehilà! Ehi voi, laggiù!»

Quando udì quella voce che lo chiamava, l’uomo se ne stava affacciato alla porta del suo casello, con in mano una bandierina arrotolata attorno all’sta. Vista la geografia del posto, non potevano esserci dubbi sul luogo di provenienza della voce: ma, invece di guardare in alto, verso di me che mi trovavo in cima alla duna scoscesa, praticamente sopra la sua testa, si guardò attorno e scrutò attento attorno a sé, lungo il binario. C’era qualcosa di particolare nel modo in cui faceva questi movimenti, ma non saprei esservi più preciso.

Certo, doveva essere qualcosa di sufficientemente particolare da attrarre la mia attenzione, nonostante la figura fosse a malapena distinguibile, sprofondata in fondo a quella trincea e avvolta nell’ombra: a picco sopra quell’ombra, ma con gli occhi trafitti dal bagliore di un tramonto infuocato, fui costretto a farmi schermo con la mano per cercare di distinguere meglio i tratti dell’uomo là sotto.

«Ehi voi, laggiù!» chiamai di nuovo.

Ne riperlustrare il binario fece un giro su di sé, alzò gli occhi e vide la mia figura, esattamente sopra la sua.

Da questo racconto nel 1976 è stato tratto un cortometraggio a colori dal titolo The Signal-Man della durata di trentasette minuti, per la regia di Lawrence Gordon Clark.

Foto | Bradbury & Evans [Public domain], attraverso Wikimedia Commons




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.