0
Posted 2 Novembre 2012 by Luigi Milani in Punti di vista
 
 

Pasolini, una lezione da non dimenticare

Sono giorni bui, questi, per questa nostra Italia, una nazione impoverita, affannata, disillusa dal triste spettacolo da Basso Impero offerto dalla nostra classe politica. Ci eravamo illusi, pensavamo che la cosiddetta Seconda Repubblica potesse cancellare le tante malefatte della Prima. Ci sbagliavamo, e di brutto, come testimoniano le cronache delle gesta, compiute apparentemente senza sosta né remora alcuna, da chi dovrebbe rappresentarci nelle sedi più prestigiose.

E dunque viene davvero da temere che avesse ragione lui, il grande Pier Paolo Pasolini. Intellettuale “eretico”, poeta, scrittore, giornalista, regista, negli ultimi anni anche e soprattutto polemista acceso. Come non ricordare, ad esempio, la celebre invettiva-denuncia che lanciò dalle pagine del Corriere della Sera poco prima della sua morte, Io so?

Con l’acutezza di visione – ma direi quasi la preveggenza – tipica dei pensatori illuminati e dei grandi poeti, PPP seppe leggere la storia e le tendenze di un popolo schiacciato da una politica corrotta, illuso da una società dei consumi fuorviante, annebbiato dall’incultura di massa.

Incurante delle critiche ipocrite e dei ripetuti ostracismi, Pasolini anticipò e denunciò gli esiti, inevitabilmente disastrosi, di quei fenomeni, che oggi sono sotto gli occhi di tutti, anche di chi irrideva il grande artista.

Un artista, certo, non privo di contraddizioni, talora anche feroci, come feroce fu la morte che trovò nella notte tra il 1º novembre e il 2 novembre del 1975: sottoposto a un pestaggio spietato, forse a opera di più persone, fu infine investito con la sua stessa auto sulla spiaggia dell’idroscalo di Ostia.

Ricordo bene quella data, benché all’epoca fossi un bambino. Mi trovavo in campagna, in compagnia di mio padre, impegnato a mettere a dimora un giovane pino. Dall’altoparlante della piccola radio a transistor Philips che portavo sempre con me risuonò la ferale notizia. Mio padre si fermò di colpo e mi pregò di alzare il volume. Restò pietrificato e, abbassando lo sguardo a terra, la pala ancora stretta nella mano, si lasciò sfuggire un “Mio Dio!” che mi turbò profondamente. Non l’avevo mai visto così addolorato nel sentire un semplice notiziario. Gli domandai chi fosse l’uomo che era stato ucciso. Lui, carezzandomi, mi rispose: “Un grande poeta, ma anche un uomo difficile, scomodo”. Poi, con gesti misurati, finì di collocare la pianta nel terreno.

Oggi quel pino è un albero maestoso, e mi piace pensare che anche la lezione e l’opera di quell’uomo “scomodo” siano germogliate e abbiano dato frutti durevoli.

O almeno così mi piace pensare.

Pasolini, una lezione da non dimenticare

Pasolini, una lezione da non dimenticare

Foto | Wikimedia Commons




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.