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Posted 19 Novembre 2012 by Patrizia Violi in Mondolibri
 
 

BookCity Milano, esordio prestigioso per la manifestazione letteraria


C’è molta soddisfazione nel primissimo bilancio di Bookcity, manifestazione letteraria che si è svolta a Milano dal 15 al 18 novembre. Più di ottantamila presenze stimate, trecentocinquanta eventi disseminati nell’arco del weekend, in ogni dove, in città.

È stato un esordio prestigioso e non poteva essere altrimenti considerati gli sponsor, la Fondazione Alberto e Arnoldo Mondadori, la Fondazione Corriere della Sera, quella Giangiacomo Feltrinelli e la scuola per librai Umberto ed Elisabetta Mauri, ma il vero successo è stato il felice e proficuo incontro fra gli addetti ai lavori e i lettori.

Certo, parliamo della capitale italiana del business editoriale, il luogo dove si vendono il 40% dei libri in Italia, ma non era così scontato che, in un soleggiato e mite fine settimana, ci fossero così tanti milanesi disposti a correre da una parte all’altra della città per sentir parlare di letteratura. Forse è successo perché l’approccio è stato trasversale, pieno e appagante per conciliare esigenze e preferenze molteplici.

BookCity Milano, esordio prestigioso per la manifestazione letterariaPer gli amanti dei grandi nomi c’erano autori internazionali come Salman Rushdie, David Grossman. Per i fan del giallo si potevano incontrare Jeffery Deaver che conversava in un happening musicale con Giorgio Faletti. Per le lettrici romantiche autrici, amate come Joanne Harris e Federica Bosco. Poi le star della classifica come Massimo Gramellini e Paolo Giordano ma anche Valerio Massimo Manfredi, l’autore che ha fatto il miracolo di far appassionare alla storia e alla mitologia anche gli studenti più riluttanti, e ha riempito il Teatro Parenti con un reading sul mito di Ulisse.

Bookcity è stato un successo anche perché ogni angolo di Milano è stato riscoperto e messo a disposizione per la manifestazione. Dall’emblema della città, il Castello Sforzesco. Qui, fra le mura quattrocentesche, era emozionante assistere alle performance degli uomini-libro che declamavano frasi di opere celebri, mentre nel cortile c’erano letture sceniche, oltre naturalmente a vari incontri con gli autori nelle varie sale. Ma anche in luoghi molto di tendenza, come la Triennale, dove il provocatorio Aldo Busi ha presentato il suo El Especialista de Barcelona, con un incontro molto vivace in cui ha sparato a zero sugli addetti ai lavori nel mondo dell’editoria, in particolare su Il Corriere della Sera che ha definito “una messa cantata su cellulosa”.

Per i bambini poi ci sono stati eventi al bellissimo, Museo del Novecento, nella Sala Fontana, con vista mozzafiato su Piazza Duomo, qui per le bambine e le ragazze un incontro fra il serio e il “fatato”: Le donne di Andersen fra vita e fiaba, per risvegliare, (non è mai troppo presto in questo mondo di Wynx e veline) la loro coscienza femminista, tenuto da Anthony Majanlahti, storico e discendente, da parte materna, del celeberrimo autore danese.

BookCity Milano, esordio prestigioso per la manifestazione letterariaMa non solo i luoghi famosi della città sono stati coinvolti in Bookcity: un posto di primissimo piano hanno avuto le biblioteche. Dalla storica e centralissima Sormani, dove è passato Umberto Eco, a quelle di quartiere, anche in zone difficili come Quarto Oggiaro e Crescenzago, dove sono stati organizzati incontri e reading, grazie a passione e creatività, perché i tagli al budget sono sempre più letali.

Una delle mosse di sopravvivenza è virare verso il digitale: in Lombardia si possono ora prendere a prestito anche gli ebook. Perché anche se Bookcity è stato il trionfo del cartaceo, il fatto che nel mondo dell’editoria “incomba” il digitale non se l’è dimenticato nessuno. Infatti per gli addetti ai lavori fra gli incontri più interessanti e gremiti, c’è stato quello in cui si è parlato del futuro dell’editoria ornganizzato da Librinnovando: si è discusso di tecnologia, digitalizzazione, selfpublishing, ecc, con una platea di sostenitori convinti dell’importanza dei nuovi mezzi. Mentre, il giorno successivo, sempre a Palazzo Reale c’è stata la conferenza organizzata dall’Associazione Forum del libro che sta cercando di promuovere una proposta di legge popolare per promuovere il libro e la lettura. Il titolo dell’incontro era La proprietà intellettuale è un furto? Argomento caldo e attuale, perché naturalmente il diritto d’autore nell’era del digitale, del copia&incolla selvaggio, è seriamente minacciato.

BookCity Milano 2012: uno degli stand“Gli autori devono poter vivere e guadagnare dal loro lavoro”, ha ribadito lo scrittore Antonio Scurati, mentre la rete mette a repentaglio questo diritto. E il quadro normativo del nostro Paese, che risale all’epoca pre-digitale, al momento è debole e lacunoso. Prevalgono infatti modelli di business che non sono più basati esclusivamente sulla difesa di questo diritto. E anche i relatori di questo incontro, tra cui il presidente dell’Aie, Marco Polillo, hanno dovuto parlare di un nuovo aut aut in mano agli scrittori ai tempi di internet: si perdono forse quattrini se la propria opera viene fatta circolare in rete abusivamente, ma senz’altro si acquista visibilità.

Quella fama che in fondo, anche se duole ammetterlo, ogni autore agogna. Infatti come prodotto nefasto della rete è stata nominata, ancora una volta, E.L.James l’autrice delle famigerate Cinquanta sfumature, creatura nata proprio dalla rete.

BookCity Milano 2012

Foto | Pagina Facebook di BookCity Milano – Ufficio Stampa




Patrizia Violi

 
Patrizia Violi è laureata in giurisprudenza, vive a Milano dove fa la giornalista, occupandosi di attualità, psicologia e costume. È sposata e ha due figlie: dalla sua esperienza famigliare è nato il blog extramamma.net. Ha scritto il romanzo “Una mamma da URL” (Baldini & Castoldi). Per Emma Books ha pubblicato “Love.com” e “Affari d’amore”.