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Posted 19 Novembre 2012 by Susanna Trossero in Mondolibri
 
 

Scrivere per il teatro


Avete mai pensato di scrivere per il teatro? Da dove cominciare, vi sarete chiesti.

Ebbene, nelle sceneggiature teatrali, l’azione non si racconta ma si rappresenta, e ciò avviene attraverso dialoghi, personaggi, “movimento”. Dimenticate dunque il raccontare della narrativa, dove avete sempre la possibilità di far cogliere a chi legge sfumature e parole non dette, e dimenticate anche la scrittura per il cinema (affrontata precedentemente), dove le immagini favoriscono la comprensione di una situazione. Con il teatro tutto cambia, e allora vediamo come, insieme a qualche dritta su questo affascinante genere di scrittura.

La pagina 107 del volume diciassette del Corso di scrittura del Corriere della Sera, così ci aiuta:

Scrivere per il teatro presenta in primo luogo la difficile sfida tecnica di rappresentare l’interiorità attraverso l’esteriorità, il passato attraverso azioni del presente, tempi e spazi potenzialmente infiniti nei limiti concreti del qui e ora, dell’incontro tra attori e pubblico.

In qualche modo nasce in noi un’idea di partenza, la cui natura è personalissima. Cosa fa scattare la molla? C’è chi ha in mente un personaggio, attorno al quale fa nascere la storia; c’è chi ha nella testa uno spazio scenico già dettagliato, e allora solo successivamente immagina chi vi si muoverebbe bene. Ma, come nella narrativa, accade anche di rimanere colpiti da un viso in treno (e ci si domanda quali e quante storie stanno dietro quello sguardo) o da una conversazione rubata in un luogo pubblico.

Tutto può far scattare la giusta molla e l’essere buoni osservatori, assidui lettori, e solerti coltivatori dei cinque sensi, facilita le cose senza ombra di dubbio. Appare evidente che nella fase della “molla” non ci sono regole da seguire, censure, bavagli, impedimenti: è la sfera emotiva la vera protagonista dell’idea nascente, la razionalità sarà lo strumento seguente.

Prima di invitarvi a prenderlo in mano per accingervi a fare sul serio, vi ricordo che spesso la scrittura per il teatro si rivela poco redditizia e che difficilmente concede fama e ricchezza. E allora dovete sentire in voi passione, curiosità, attrazione per questa forma d’arte che vi consentirà di sperimentare, di dar sfogo all’originalità, di conoscere, in una introspezione viva e continua; non sarà comunque mai tempo perso, poiché nonostante le differenze tra i generi, importanti elementi teatrali legati alla tecnica sono presenti anche nella scrittura narrativa.

Foto | gabriel.tang.a




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.