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Posted 21 Novembre 2012 by Graphe.it in Mondolibri
 
 

Lettere dalla Terra, di Mark Twain


Ma l’uomo è attivo solo per un breve periodo di tempo e solo nel senso più modesto possibile del termine. È attivo dall’età di sedici, diciassette anni e solo per i trentacinque anni seguenti. Dopo i cinquant’anni le sue prestazioni scadono di qualità, gli intervalli tra di essi si allungano e né lui né la donna ne traggono più molta soddisfazione. Tutto ciò mentre la sua bisnonna funziona ancora perfettamente. Se il candeliere è sempre pronto ad accogliere, la candela, con il tempo, si fa sempre più molle, debole e logora, finché alla fine non sta più ritta ed è tristemente sepolta nella speranza di una beata resurrezione – che non avverrà mai.

La donna è fatta in modo tale da rimanere fuori uso per tre giorni al mese e parte della gravidanza. Questi sono periodi di disagio e spesso di dolore. In compenso gode dell’importante privilegio di poter commettere adulterio illimitato in tutti gli altri giorni della sua vita.

Questa è la legge di Dio, svelata dall’indole della donna. Che ne sarà di questo privilegio? Ne godrà durante i suoi giorni? No. In nessuna parte del mondo. Le è rubato ovunque. E chi è il responsabile? L’uomo. Le leggi dell’uomo – sempre che la Bibbia sia la Parola di Dio. Ecco un esempio della “facoltà della ragione umana”, come lui la definisce. Anzitutto, l’uomo osserva alcuni fatti. Ad esempio, che in tutta la vita non vede l’ora di poter soddisfare una donna; e che le donne non vedono l’ora di poter fare gli straordinari e mettere fuori uso i primi dieci attrezzi maschili che capitano nel loro let[to.]

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Il libro (dal sito della casa editrice): Le Lettere dalla Terra furono composte nel 1910, appena un anno prima della morte di Twain. Verranno però pubblicate soltanto nel 1962, cinquantadue anni più tardi, quando la figlia Clara, ormai ottantenne, concesse il suo permesso. Perché tutto questo tempo tra la stesura e la pubblicazione?

Forse perché Lettere dalla Terra è una raccolta di missive irriverenti che l’Arcangelo Satana – esiliato da Dio sulla Terra a causa dei suoi commenti impertinenti riguardo la Creazione – scrive ai suoi compagni, gli Arcangeli Gabriele e Michele? O forse perché si prende gioco dell’Uomo, alle prese con la sua più grande invenzione, il Dio della Bibbia, illogico e geloso, il Padre distratto e cattivo che elargisce malattie e sciagure in quantità, e che pretende in cambio di essere venerato?

Dietro la maschera di un Satana beffardo, bonariamente curioso e provocatoriamente ragionevole, è facile scorgere la personalità di Mark Twain, che smessi gli abiti universalmente riconosciuti dello scrittore per ragazzi, si cala nei panni del sottile osservatore delle ipocrisie e dei conformismi imposti dalla religione ai suoi poveri contemporanei, ridicolizzando il creazionismo e l’origine divina dell’universo.

Con gli occhi increduli dell’angelo caduto, la miserabile razza umana è osservata da lontano, diventando il soggetto di un’indagine razionale, di una critica culturale e antropologica che riguarda l’uomo e il suo rapporto con Dio, con il senso morale, con il giusto e l’ingiusto, con la gioia della vita e con il terrore della morte.

Lettere dalla Terra è un’analisi dissacrante e distruttiva dei libri sacri e del comportamento religioso dell’uomo, e vi si scorge il Twain più sarcastico, solidamente scettico, geniale e irriverente… che ci è stato tenuto nascosto per più di cinquant’anni.

Mark Twain
Lettere dalla Terra
traduzione di Alessandra Goti
Piano B edizioni, 2011
ISBN 978-88-96665-36-7
pp. 96, euro 10




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)