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Posted 8 Dicembre 2012 by Susanna Trossero in Mondolibri
 
 

Più libri più liberi, i piccoli editori e la fine del mondo o… del libro?


L’undicesima fiera nazionale della piccola e media editoria, Più libri Più liberi, a Roma dal 6 al 9 dicembre, anche quest’anno cerca di vivacizzare il mondo del libro, spingendo i lettori verso quel tipo di editoria che al giorno d’oggi non ha vita facile né usufruisce di grandi spazi per farsi conoscere. Non voglio tediarvi ancora denunciando l’ingiusto monopolio delle “grosse” case editrici sul mercato, in quanto oggi preferisco soffermarmi su quelle che sono state le mie impressioni sulla fiera, che ho visitato nella giornata di venerdì 7.

Tanti e tanti libri, naturalmente, ma anche un programma ricco e interessante con presentazioni, tavole rotonde, conferenze, incontri con autori, dibattiti, laboratori per grandi e piccini.

Tuttavia, gli anni passati avevo difficoltà a muovermi tra gli stand, a sfogliare un libro o a camminare: un fiume di gente si muoveva all’interno del Palazzo dei Congressi e alle conferenze non si trovava un posto a sedere. Quest’anno invece (e io vorrei sperare che la differenza si sia vista soltanto di venerdì, ovvero che gli altri giorni la fiera sia stata invasa dai visitatori), mi sono mossa agevolmente e l’affluenza è stata davvero spaventosamente misera. Un maggiore afflusso all’ora di pranzo, è vero, ma nessuna busta tra le mani dei lettori che curiosavano tra i banchi mi ha dato a intendere che anche in questo campo qualcosa non sta andando per il verso giusto, in un 2012 prossimo a lasciarci.

Già, la crisi. Una crisi che sta mortificando la tiratura dei giornali, che sta facendo chiudere i più deboli, che sta levando le energie e le risorse ai più tenaci. E ancora sentiamo dire dal direttore editoriale di Feltrinelli che la cultura, per essere rispettata e considerata bene prezioso, deve essere venduta a caro prezzo, altrimenti ne si umilia il valore. Un modo come un altro per dare il colpo di grazia alla piccola e media editoria, che venerdì ho visto arrancare dietro i banchi di stand che – crisi o no – mantengono un affitto salato, oserei dire improponibile in tempi come questi.

Più libri, più liberi 2012“Diamole voce e spazio” pare dire con grande passione questa “bella” fiera, ma se lo spazio costa tanto allora la voce si fa flebile, e temo che il 2013 per ovvie ragioni vedrà meno espositori rispetto a quest’anno.

Che dire, io amo queste giornate profumate di carta, le copertine variopinte, le offerte di questo o quell’argomento, la varietà di titoli tra i quali è impossibile non trovare qualcosa che attiri l’attenzione, e i prezzi contenuti (sebbene lo sconto fiera sia diventato un miraggio). Ogni anno mi è impossibile fare a meno di tutto questo, e negli anni precedenti è stato emozionante ritrovare tra i libri anche i miei titoli.

Tuttavia, quest’anno, ho provato amarezza nel constatare che dall’ingresso principale i visitatori escono senza un libro tra le mani e senza i gadget che in anni passati non sapevi più dove mettere (riviste in omaggio, segnalibri, matite e quant’altro venisse offerto dagli espositori).

Già, la crisi. Avevano ragione i maya o coloro che ne hanno interpretato il pensiero: è proprio la fine del mondo.




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.