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Posted 18 Dicembre 2012 by Graphe.it in Mondolibri
 
 

Amore e sesso nell’antica Roma, di Alberto Angela


Alberto Angela, Amore e sesso nell'antica RomaPer una donna, invece, valeva il discorso contrario. Per le ragazze delle famiglie ricche era impensabile fare sesso prima del matrimonio. Dovevano arrivare vergini e illibate all’altare. Il motivo è intuibile. E non è solo per il valore psicologico e sociale che un maschio romano attribuiva a una donna che non si era concessa a nessun altro uomo. C’era anche un motivo più pratico: il rischio che arrivasse al matrimonio incinta con il pericolo di allevare un figlio non proprio. Oltre che l’evidente disonore per il marito, c’era anche il problema dell’eredità e, non ultimo, quello di immettere il sangue di un estraneo in seno alla famiglia (commixtio sanguinis), cosa inaccettabile per la mentalità romana, perché andava a pregiudicare il culto dei morti che poteva essere praticato solo da consanguinei, e soprattutto dai figli maschi. Per questo stesso motivo una vedova non poteva risposarsi prima di un anno, tempo ampiamente sufficiente per essere sicuri che non portasse in grembo il figlio del marito defunto. Inoltre, una fidanzata che ha fatto sesso con un amante prima del matrimonio, come provato dal suo stato di gravidamza, può essere giudicata per adulterio, con l’obbligo di restituire i doni già dati dal fidanzato ufficiale, matrimonio in fumo ecc.

Proprio per risolvere il problema di tradimenti e di figli illegittimi, ancora oggi alcune etnie africane hanno l’asse ereditario “diagonale”: non eredita il figlio della coppia, ma il figlio della sorella dello sposo, in pratica il nipote. In questo modo c’è la certezza di una parentela.

In età romana nessuno aveva escogitato una simile soluzione. Tuttavia poteva accadere, almeno in un caso, che una donna non arrivasse vergine al matrimonio e che il futuro marito non se ne preoccupasse più di tanto… Accadeva quando due fidanzati, il cui matrimonio era già stato concordato da nni tra le famiglie, facevano sesso prima di sposarsi. Non era uno scandalo, ma se lei fosse rimasta incinta bisognava a quel punto ricorrere a un rapido matrimonio.

Una curiosità: nella mentalità romana una ragazza di famiglia nobile doveva arrivare al matrimonio illibata non solo sessualmente, ma anche… nei baci! Non doveva aver [mai baciato un uomo.]

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Il libro (dal sito della casa editrice): Questo è un libro di storia e d’amore. Ci fa immergere in un mondo lontano e affascinante, condotti dal filo della nostra curiosità. Cerca di rispondere alle domande più frequenti e insolite sull’amore e il sesso al tempo dei romani: come ci si baciava, cosa si dicevano gli innamorati guardandosi negli occhi, se si portava fuori a cena la fidanzata, se l’uomo era bisex, quali erano i tabù sessuali, come si “rimorchiava” e si tradiva, come facevano l’amore gli imperatori, se esisteva un kamasutra…

Amore e sesso nell’antica Roma unisce il piacere di lettura di un romanzo all’accuratezza di un saggio storico. Per ricostruire un quadro completo e scrupoloso, e scovare le notizie più sorprendenti, ci si è basati su scoperte nei siti archeologici, dati di laboratorio, una ricchissima bibliografia di testi antichi e studi moderni, e centinaia tra reperti nei musei, affreschi, statue, graffiti di Pompei ed Ercolano.

Com’era possibile unire tutte queste scoperte in un unico, coinvolgente viaggio? Immaginate di ritornare indietro nel tempo e di trovarvi in una piazza di Roma antica. Davanti a voi ci sono delle persone che passeggiano normalmente: una fanciulla e un ragazzo innamorati, un gladiatore che lancia uno sguardo a una giovane nobildonna, un padre che accompagna il figlio alla sua “prima volta”, una prostituta d’alto bordo… Guardate bene queste persone: basterà seguirle nella loro giornata e ci faranno scoprire gli intriganti segreti dell’amore e del sesso ai tempi dell’antica Roma. E quanto il loro modo di amare somigliasse incredibilmente al nostro.

Alberto Angela
Amore e sesso nell’antica Roma
Rai Eri – Mondadori, 2012
ISBN 978-88-04-61392-3
pp. 320, euro 18




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)