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Posted martedì, 18 Dicembre 2012 by Roberto Russo in Zibaldone
 
 

Il Google Doodle per l’anniversario della prima de Lo Schiaccianoci

http://www.youtube.com/watch?v=WoFBek0KUAo

Google dedica un Doodle colorato e natalizio al balletto Lo Schiaccianoci in occasione dei centoventi anni della prima, avvenuta il 18 dicembre 1892, presso il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, Russia.

Lo Schiaccianoci è una fiaba-balletto in due atti e tre scene di Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840-1893), composto nel 1891-1892. Čajkovskij musicò l’adattamento di Alessandro Dumas padre del racconto lo Schiaccianoci e il re dei topi di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann (con la regia di Marius Petipa e su commissione dal capo dei Teatri Imperiali Russi, Ivan Aleksandrovič Vsevoložskij nel 1891).

Si dice che Čajkovskij fosse poco soddisfatto de Lo Schiaccianoci rispetto al suo balletto precedente La Bella Addormentata nel bosco. Sebbene avesse accettato l’incarico di Ivan Aleksandrovič Vsevoložskij non aveva un reale interesse nel comporre l’opera, anche se in una lettera inviata a un amico mentre componeva ebbe a scrivere: “Ogni giorno mi sento sempre più in sintonia con il mio compito”.

Il Google Doodle per l'anniversario della prima de Lo Schiaccianoci

Mentre componeva la musica del balletto Čajkovskij discusse con un amico che sosteneva che il compositore non avrebbe potuto scrivere una melodia basata nelle note dell’ottava in sequenza. Čajkovskij gli chiese se gli interessava che le note fossero ascendenti o discendenti e il suo amico rispose che non importava. Questo diede originale al Grand adage del Grand pas de deux nel secondo atto, che solitamente si balla dopo il Valzer dei fiori.

Il balletto venne rappresentato per la prima volta insieme all’ultima opera di Čajkovskij, Iolanta, il 18 dicembre 1892, presso il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, Russia: esattamente centoventi anni fa, come ci ricorda Google.

Una versione abbreviata del balletto si tenne la prima volta fuori della Russia nel 1927, presso il Teatro Reale dell’Opera di Budapest, con Ede Brada come coreografo. La prima rappresentazione completa del balletto fuori della Russia si ebbe nel 1934, in Inghilterra. Nel 1940, a New York, il Balletto Russo di Montecarlo portò in scena una versione ridotta del balletto e quattro anni dopo, il San Francisco Ballett mise in piedi l’opera completa. Nel 1954 George Balanchine portò di nuovo scena Lo Schiaccianoci a New York e fece nascere così la tradizione natalizia – diffusa negli Stati Uniti d’America e in altri paesi dell’America – di rappresentare l’opera intera durante il periodo di Natale.

La musica del balletto di Čajkovskij è una delle sue composizioni più popolari: appartiene al periodo romantico e contiene alcune delle melodie più memorabili, alcune delle quali si ascoltano di frequente alla televisione e alla radio, specialmente nel periodo natalizio. La Trepak o danza russa è uno dei pezzi più conosciuti del balletto insieme con i celebri Valzer dei Fiori, la Marcia e la Danza della Fata Confetto.

Il racconto è stato poi pubblicato in molte versione, alcune per i bambini, con molte immagini e colori. Recentissima, in tal senso, è l’edizione pubblicata da Donzelli.

In molti paesi occidentali Lo Schiaccianoci è diventato forse il balletto più popolare e, come detto, viene rappresentato soprattutto a Natale.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.