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Posted 20 Dicembre 2012 by Patrizia Violi in Mondolibri
 
 

Giulio Einaudi. L’arte di pubblicare


Vicino a Piazza Duomo, nella Milano caotica e schizzata degli ultimi giorni di shopping natalizio, a pianterreno di Palazzo Reale ci si può rifugiare in un’oasi di pace: la mostra dedicata a Giulio Einaudi, si intitola L’arte di pubblicare ed è allestita per celebrare il centenario della nascita del prestigioso editore torinese e ripercorrere le tappe più salienti della sua carriera.

L’avventura di Einaudi cominciò nel lontano 1933 quando assieme a un gruppo di ex compagni di scuola, tutti ex studenti del liceo classico Massimo d’Azeglio di Torino, decise di fondare la casa editrice. Un parterre d’eccezione: Cesare Pavese, Norberto Bobbio, Leone Ginzburg, Massimo Mila e Giaime Pintor. Einaudi, (di ottima famiglia, il padre Luigi fu poi Presidente della Repubblica) era l’anima imprenditoriale, Ginzburg il direttore artistico.

Giulio Einaudi. L'arte di pubblicareLa mostra, un ricco excursus sulla vita culturale italiana, alterna pannelli descrittivi a immagini delle copertine e pagine preziose, nella parte più strettamente dedicata alla grafica e alle illustrazioni, parte dagli anni ’40. Fu allora che Einaudi lanciò la collana Narratori contemporanei in collaborazione con Cesare Pavese, che proprio nel ’41 pubblicherà il suo primo libro Paesi tuoi. Un romanzo che incarnò completamente il nuovo clima culturale italiano: nasceva il neorealismo.

Le scelte editoriali di Giulio Einaudi non furono “rivoluzionarie” solo dal punto di vista narrativo ma anche da quello grafico: fu infatti il primo editore a concepire copertine dipinte, non semplicemente illustrate. Inizialmente ebbe una stretta collaborazione con il pittore Francesco Munzio mentre dopo collaborò attivamente con Renato Gattuso.

Giulio Einaudi. L'arte di pubblicarePoi la guerra rese difficile il lavoro della casa editrice che, per sopravvivere, dovette anche trasferire brevemente la propria sede da Torino a Roma. In questo periodo, nel ’42-43, i Narratori contemporanei si trasformarono in Corrente, la collana che portò in Italia le prime traduzioni di “grandi”: da Sartre a Hemingway e Joyce.

A guerra finita, nel’47, in collaborazione con Cesare Pavese, Giulio Einaudi creò la collana più famosa e prestigiosa di Einaudi: I Coralli. Il nome fu scelto perché “il corallo è prezioso e vivo” e l’editore cercò di trasmettere questo spirito nelle sue pubblicazioni. Il primo libro della serie fu È stato così di Natalia Ginzburg.

Giulio Einaudi. L'arte di pubblicareI libri de I Coralli furono pensati e creati al meglio: dalla copertina sempre impreziosita da un’illustrazione dipinta all’impaginazione e alle dimensioni. Dovevano essere maneggevoli e comodi: non troppo rigidi, né troppo alti. Quasi “ergonomici” per soddisfare tutte le esigenze di lettura. Si fece anche la prova della loro funzionalità appoggiandoli sul bracciolo di una poltrona per vedere se la dimensione e il peso fossero giusti tanto da non farli scivolare o cadere. Le copertine poi, che si possono ammirare sulle pareti della mostra, erano e sono ancora vere proprie opere d’arte. Oggi queste edizioni valgono una piccola fortuna: a seconda dei disegni almeno due-tremila euro ciascuna. Ammirandole si ha la conferma di quello che scrisse Bruno Munari:

La copertina di un libro è un piccolo manifesto e ha lo scopo di comunicare all’osservatore che, in quel libro, c’è qualcosa di interessante per lui.

Giulio Einaudi. L'arte di pubblicareLa mostra milanese prosegue con le varie evoluzioni grafiche e stilistiche de I Coralli per traghettare fino alle stanze dedicate a una grande produzione editoriale successiva, molto particolare, che andò dal 1957 al ’65: si intitola Opere di Maestri Contemporanei e si tratta di lussuose e prestigiose “strenne natalizie”. Grandi libri d’arte di artisti famosi (Morandi, Modigliani, Manzù, Giacometti e Casorati), di cui schizzi e disegni furono riprodotti con un tecnica molto raffinata chiamata fototipia e raccolti in grandi volumi.

L’esperimento partì con i disegni di Giorgio Morandi, il risultato fu ottimo, le riproduzioni quasi indistinguibili dagli originali ma all’ultimo momento Morandi, senza una vera ragione, si oppose alla pubblicazione. Peccato che le opere stampate e loro copie, non si sa come, finirono sul mercato dove furono spacciate e vendute come originali. L’artista non la prese bene e la ruggine fra Morandi e la casa editrice andò avanti per un po’ di anni. Dopo questo incidente di Giulio Einaudi però non si scoraggiò e proseguì con le sue strenne d’arte prendendo un accorgimento: tutte le pagine stampate furono “timbrate” con il famoso struzzo, mitico logo della casa editrice. Manzù contento di questa tutela fu generoso e nel ‘61 ne creò uno enorme per regalarlo al suo editore e alle sue pagine I Quarantun disegni di Giacomo Manzù.

La mostra è gratuita e va avanti fino al 13 gennaio. Info sul sito del Comune di Milano.

Giulio Einaudi. L’arte di pubblicare
Milano, Palazzo Reale – Piazza Duomo 12
MM1 e MM3 – Duomo

Orari
Lunedì 14.30 – 19.30*
Martedì, mercoledì, venerdì, domenica 9.30 – 19.30*
Giovedì, sabato 9.30 – 22.30*

Orari festività
26 dicembre e 6 gennaio normale orario d’apertura
24 e 31 dicembre chiuso
25 dicembre aperto 14.30 – 18.30*
1 gennaio aperto 14.30 – 19.30*

*ultimo ingresso un’ora prima della chiusura




Patrizia Violi

 
Patrizia Violi è laureata in giurisprudenza, vive a Milano dove fa la giornalista, occupandosi di attualità, psicologia e costume. È sposata e ha due figlie: dalla sua esperienza famigliare è nato il blog extramamma.net. Ha scritto il romanzo “Una mamma da URL” (Baldini & Castoldi). Per Emma Books ha pubblicato “Love.com” e “Affari d’amore”.