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Posted giovedì, 20 Dicembre 2012 by Roberto Russo in Zibaldone
 
 

I Fratelli Grimm nel doodle di Google


Doodle di Google per le fiabe dei Fratelli Grimmi

I fratelli Grimm e le loro fiabe sono ricordate da Google con un bel doodle animato dedicato alla storia di Cappuccetto Rosso.

Si compiono, infatti, duecento anni dal 20 dicembre 1812 quando Jacob (a destra nella foto) e Wilhelm Grimm, studiosi tedeschi, pubblicarono una raccolta di fiabe mettendo insieme diverse tradizioni orali e scritte: le Fiabe del focolare, meglio note come Fiabe, sono così diventate un’antologia cult con storie che sono conosciute in ogni angolo del mondo.

Quest’antologia contiene, fra le altre, le storie de Il principe ranocchio, Raperonzolo, Hansel e Gretel, Cenerentola, Cappuccetto Rosso, I musicanti di Brema, Biancaneve, Il gatto con gli stivali

Diverse fiabe raccontate dai fratelli Grimm sono meno note di altre, come, per esempio, Il bicchierino della Madonna:

Una volta un carro con un pesante carico di vino si era impantanato sicché‚ il carrettiere, per quanti sforzi facesse, non riusciva a liberarlo. Proprio in quel momento la Madonna passava di là e, vedendo l’imbarazzo in cui si trovava quel pover’uomo, gli disse:

“Sono stanca e assetata: dammi un bicchiere di vino e ti libererò il carro”.

“Volentieri” rispose il carrettiere. “Ma non ho da darti il bicchiere per bere”.

Allora la Madonna colse un fiorellino bianco striato di rosso che si chiama vento del campo e assomiglia a un bicchiere, e lo porse al carrettiere. Questi lo riempì di vino, la Madonna bevve, e in quello stesso istante il carro fu libero. Il fiorellino si chiama ancora oggi il bicchierino della Madonna.

Altre storie sono un po’ più cruente e grottesche, come Il bambino capriccioso:

C’era una volta un bambino capriccioso che non faceva mai quello che voleva la mamma. Per questo il buon Dio ne era scontento e lo fece ammalare, tanto che nessun medico poté‚ salvarlo e presto egli giacque sul letto di morte. Quando fu adagiato nella fossa e coperto di terra, d’un tratto spuntò fuori il suo braccino e si tese in alto; lo misero dentro e tornarono a coprirlo di terra fresca, ma era inutile: il braccino continuava a tornare fuori. Allora la madre stessa dovette andare alla tomba, e batterlo sul braccino con una verga; quando l’ebbe fatto il braccino si ritrasse e il bimbo ebbe finalmente pace sotto terra.

Oggi Google, con il suo doodle, ci permette di ricordare un libro che ha segnato un’epoca e che ha formato molti di noi, in un modo e nell’altro. Magari, chissà, un domani, un’edizione rivista e aggiornata delle fiabe dei fratelli Grimm potrebbe contenere la Storia del Piccolo motore di ricerca che inizia così:

C’era una volta Google…

Google Doodle fiabe Fratelli Grimm

Le fiabe dei fratelli Grimm riportate nel post sono prese dal sito Ciff Ciaff. Vecchi racconti




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.