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Posted lunedì, 14 Gennaio 2013 by Luigi Milani in Zibaldone
 
 

Ivan che non si scorda più


Ivan Graziani

“Vita, vita, e che non si dica che io non ti ho vissuta mai”: in fondo questi versi di Ivan Graziani (1945-1997), tratti da una canzone pubblicata postuma, potrebbero ben rappresentare l’essenza del grande cantautore, abruzzese di nascita, urbinate d’adozione.

Come spesso accade, il destino non è stato troppo generoso con questo grande musicista, bistrattato in vita dalla critica, poco ricordato oggi. Ivan è stato un artista molto innovativo, nel panorama musicale italiano dei cantautori di casa nostra. Chitarrista raffinato ed energico, è riuscito nel non facile compito di coniugare il miglior sound anglo americano con tematiche e melodie tipicamente italiane. Era un cantautore di provincia, sì, come poi lo sarebbe stato, anni dopo, un certo Ligabue, ma nel senso più alto dell’espressione: i suoi brani hanno spesso raccontato, in versi e musiche di grande bellezza e semplicità, storie, amori e umori della nostra provincia, trasposti di volta in volta in deliziose ballate – una tra tutte, Lugano Addio o Firenze (canzone triste) – o scatenati brani rock blues (un esempio: Pigro, dall’omonimo album del 1977, oppure Il Chitarrista, un’altra gemma nella variegata produzione di Ivan).

Ivan esordisce sul finire degli anni Sessanta, ma il successo stenta ad arrivare: troppo personale il suo stile, troppo particolare la sua voce, dall’inconfondibile falsetto.

Dopo anni di gavetta e qualche disco che passa pressoché inosservato, dal 1973 inizia a collaborare come musicista con i colleghi cantautori della scena musicale di allora: Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Renato Zero, ma soprattutto Lucio Battisti.

Sarà proprio Battisti a intuire le grandi potenzialità di Ivan, spingendolo a realizzare per la Numero Uno, l’etichetta di Mogol e Battisti, il suo primo album ufficiale, Ballata per 4 stagioni (1976). Alla Numero Uno Ivan collaborerà attivamente con la PFM, giungendo a un passo dall’entrare a far parte del gruppo, in sostituzione di Mauro Pagani. L’anno seguente pubblica il secondo LP, I Lupi, contenente Lugano Addio, brano che farà finalmente conoscere al grande pubblico la voce e il talento di Ivan. Pigro, pubblicato nel 1978, rappresenterà il suo disco di maggior successo, da molti considerato uno dei migliori dischi mai realizzati in Italia. È un album di forte impatto, caratterizzato da un raffinato sound rock e da testi immediati e asciutti.

Il decennio si conclude con la pubblicazione di altri due album di successo: Agnese dolce Agnese e Viaggi e intemperie conterranno altri hit di grande successo, da Agnese a Firenze.

Agli inizi degli anni ’80 comincia la parabola discendente, almeno quanto a riscontro di critica e pubblico, causato in parte anche dall’intransigenza dell’artista verso le mode del momento. Da allora, salvo alcuni momenti di parziale ritorno al successo, Ivan entrerà gradatamente nell’ombra. Il tempo di realizzare nel 1996 un album live, Fragili fiori… Livan, per la Fonopoli di Renato Zero (lo stesso Zero duetta con Ivan in un brano) e Ivan prende congedo dal palcoscenico della vita. È il 1997, l’artista ha cinquantuno anni.

Dovessi indicare gli album fondamentali per potersi avvicinare alla musica di questo grande musicista, non esiterei a elencare perlomeno tutti i dischi pubblicati tra il 1976 e il 1980. E tuttavia, pur non amando le antologie, che tendono a mostrare un’immagine parziale della carriera degli artisti, pochi anni fa, nel 2004, è uscita un’eccellente raccolta, Firenze-Lugano no stop, che può costituire un valido approccio alla musica di uno dei nostri migliori cantautori di tutti i tempi.




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.