0
Posted 15 Gennaio 2013 by Graphe.it in Mondolibri
 
 

Dietro le quinte della Storia, di Piero Angela e Alessandro Barbero


[Una sera a Roffeno,] all’osteria, tre notabili del paese, due preti e il figlio del notaio, discutono il caso. Il figlio del notaio, Miseracci, sostiene che denunciare e processare il Capponi è stata una spesa inutile, e comunque non è così che si fa: è una vigliaccata fare la spia alla giustizia, e solo i poveracci ricorrono al tribunale; era molto meglio vendicarsi facendogli dare un bel po’ di bastonate e finirla lì.

Angela: Questo era un modo di ragionare diffuso a quell’epoca, quando la giustizia era spesso inefficiente e non tanto imparziale?

Barbero: Era diffuso, e non solo fra i poveri e gli ignoranti. Anche i nobili ritenevano di abbassarsi ricorrendo alla giustizia invece di farsela da soli. Torniamo all’osteria, a seguire la nostra discussione: uno dei sacerdoti cerca di calmare il Miseracci sostenendo che ricorrere alla giustizia è la cosa più equa. È molto interessante l’argomento che usa, dice: io conosco anche dei cavalieri e dei gentiluomini che quando qualcuno li offende, invece di vendicarsi fanno denuncia al tribunale. Ma il Miseracci ribatte che se un gentiluomo denuncia qualcuno alla giustizia, è una spia e non merita rispetto, ma per fortuna sono pochi quelli che si comportano così: i più si fanno giustizia da soli. Gli animi si riscaldano, la discussione degenera; il Miseracci tira fuori il coltello, il fratello del sacerdote accorre con la spada sguainata e lo ammazza. Il tribunale stabilirà che è stata legittima difesa…

***

Il libro (dal sito della casa editrice): La Storia è come un film: un emozionante succedersi di fotogrammi. Nel raccontarla, però, c’è spesso la tendenza a concentrarsi sui grandi avvenimenti e sui singoli protagonisti, trascurando così le realtà sociali ed economiche che sono all’origine degli eventi. Ma l’evolversi della vita quotidiana nel tempo è anch’esso un racconto appassionante e, soprattutto, capire come sia cambiato nei secoli il modo in cui la gente si nutre, si sposta, riscalda gli ambienti, fa l’amore, amministra la giustizia… è una chiave fondamentale per leggere correttamente il cammino dell’umanità attraverso le epoche, dall’Antichità a oggi. In un dialogo stimolante Piero Angela, il padre della divulgazione in Italia – qui nelle vesti di interlocutore curioso –, e lo storico Alessandro Barbero ci accompagnano in un viaggio affascinante che ci immerge nelle esistenze di tanti uomini comuni di diversi periodi e di differenti aree geografiche, svelandone gli usi, i costumi e la mentalità. Ci si apre così per esempio un mondo in cui, se un contadino possedeva zappe di ferro, le custodiva gelosamente e addirittura le inseriva nel testamento per lasciarle in eredità. Oppure scopriamo che quello della cintura di castità è solo un mito creato nel Rinascimento per colorire la vita medievale, e veniamo a conoscenza del motivo che spinse Carlo Magno a ignorare i suoi medici quando gli consigliarono di fare del bollito l’alimento principale della propria dieta. In questo percorso, raccontato con rigore storico ma anche punteggiato di tanti aneddoti e curiosità, è affascinante accorgersi come l’uomo abbia sempre affrontato difficoltà e condizioni avverse con fantasia, intelligenza e spirito di adattamento. Inoltre, risulta chiaro il ruolo rivoluzionario della tecnologia, dell’energia e della conoscenza, fattori che da sempre dominano lo sviluppo economico e consentono a un Paese o a un popolo di essere all’altezza delle grandi sfide in corso. Ma l’idea che forse ci rimarrà più impressa dopo la lettura di Dietro le quinte della Storia è che in ogni epoca si viveva per lavorare e costruire, per amare e farsi una famiglia, per affermarsi e proteggere i propri cari. Esattamente come oggi.

Piero Angela – Alessandro Barbero
Dietro le quinte della Storia.
La vita quotidiana attraverso il tempo
Rizzoli, 2012
ISBN978-88-17-06147-6
pp. 270, euro 17,50




Graphe.it

 
“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)