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Posted mercoledì, 16 gennaio 2013 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Libri, lettura e studenti. Il progetto dei Piccoli Maestri

Libri, lettura e studenti. Il progetto dei Piccoli Maestri

Capita che proprio sui banchi di scuola inizi un’avversione alla lettura che poi durerà per tutta la vita. Molti di noi, probabilmente, ricordano le interminabili lezioni sulla Divina Commedia, o su I promessi sposi o ancora i benedetti Sepolcri di Ugo Foscolo. Se la scuola può essere, paradossalmente, l’occasione per iniziare ad avere in antipatia i libri e la lettura, si deve fare qualcosa perché sia proprio quest’istituzione a far appassionare studentesse e studenti al piacere della pagina scritta. È qui che si inseriscono i Piccoli Maestri, un progetto che

nasce nel 2011 da un’idea di Elena Stancanelli, su ispirazione del lavoro fatto da Dave Eggers in America (826 Valencia) e Nick Hornby a Londra (Il ministero delle storie). L’idea è semplice: un gruppo di scrittori mette a disposizione un po’ di tempo e la passione per i libri, per creare una scuola di lettura pomeridiana, indirizzata ai ragazzi delle scuole medie superiori.

L’idea ci è piaciuta e abbiamo cercato di approfondirla intervistando una delle scrittrici che partecipa al progetto, Nadia Terranova (vi invitiamo a leggere il suo bellissimo Bruno. Il bambino che imparò a volare, dedicato alla figura di Bruno Schulz con illustrazioni di Ofra Amit edito da Orecchio acerbo ), con la quale ci siamo soffermati sugli scopi dell’associazione Piccoli Maestri ma abbiamo anche condiviso alcune riflessioni sulla lettura in generale.

Piccoli Maestri è il nome dell’associazione culturale che propone delle scuole di lettura per i ragazzi delle scuole. Mi viene da chiedermi chi siano i piccoli maestri: i libri? Voi autori che vi mettete a disposizione degli studenti? O proprio questi ultimi che diventano maestri nell’ascolto di opere letterarie?
Penso che la forza del progetto stia in questa risposta: tutti e tre.

Esistono molte scuole di scrittura e quasi nessuna scuola di lettura. È forse una prova lampante del fatto che in Italia tutti scrivono e nessuno legge? O forse che la lettura viene vista come una così talmente personale e intima che ogni persona deve trovare il proprio modo?
Il problema secondo me è che un concetto astratto di lettura non è un concetto affascinante, direi quasi che non è nemmeno un concetto. Quello che conta e che rimane è la lettura di qualcosa che si è molto amato (o odiato, in un certo senso), l’unica cosa trasmissibile è la modalità di approccio con passione, insieme alla consapevolezza della tridimensionalità di un testo, del suo farsi vivo sotto gli occhi di chi legge. Dire a un ragazzo che deve leggere perché è importante è un’espressione vacua, soprattutto se poi, per esempio, gli si tolgono di mano i fumetti in nome di una qualche visione “alta” della letteratura. Adulti che non hanno mai amato un libro, che non se lo sono sentito addosso per anni, non possono insegnare nulla in tema di lettura. Eppure spesso mi è capitato di assistere a queste scene pietose.

La passione per la lettura può nascere dall’ascoltare qualcuno che legge?
Certo, come da qualsiasi altro dettaglio. È un prodigio a cui abbiamo assistito tante volte durante gli incontri dei Piccoli Maestri.

Praticamente, come funziona un incontro di lettura con gli studenti?
Come dice Elena Stancanelli, presidente e fondatrice dell’associazione, servono solo uno scrittore, un libro da lui amato e un pubblico di ragazzi o, in qualche caso, di ragazzi cresciuti. Ogni incontro può differire dall’altro per qualche dettaglio come il luogo, il numero di astanti, la sfumatura decisa dallo scrittore in questione, ma la sostanza è sempre la stessa: una persona che racconta ad altri l’amore per un libro attraverso le sue pagine, cercando il modo giusto per contaminarle con quella passione.

Può raccontarci un episodio di lettura che l’ha colpita favorevolmente? Ci sono anche episodi negativi?
Non credo si sia mai verificato un episodio negativo. Ricordo con molta emozione i primi incontri al Centro Matemù, quando i Piccoli Maestri era un progetto neonato, non c’era neanche l’associazione culturale e non avevamo ancora cominciato ad andare nelle scuole. Si tenevano di pomeriggio ed era bello vedere questi ragazzi che sceglievano di dedicare un’ora della loro giornata all’ascolto di un libro.

Le proposte di lettura vanno dalle scuole elementari, alle medie inferiori a quelle superiori: come cambia il vostro modo di proporre i libri?
Alcuni libri sono universali, anche se naturalmente lo scrittore che li porta in giro li adatta a seconda dell’uditorio differenziando la selezione di pagine, i toni, la durata dell’incontro. Poi ci sono alcuni testi che sono venuti fuori specificamente per le elementari. Inizialmente non avevamo pensato a un pubblico di bambini, invece poi alcune maestre hanno preso l’iniziativa di scriverci chiedendoci di arricchire la scelta anche per loro. Non la trova una cosa meravigliosa?

Foto | The Daring Librarian via photopin cc




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.