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Posted 7 Febbraio 2013 by Graphe.it in Mondolibri
 
 

Roger Fry, di Virginia Woolf

Virginia Woolf, Roger Fry

Virginia Woolf, Roger Fry

[Si candidò due volte per una borsa di studio, ma al primo tentativo la sua dissertazione era puramente scientifica, e si impegnò così poco da fallire, mentre la seconda volta cercò di combinare la scienza e l’arte – “Sulle leggi della fenomenologia e la loro applicazione alla pittu]ra greca”. Anche questo era un compromesso. Il suo lavoro sembrava, riportò Mr. Farnell, “esser stato messo insieme in fretta e furia”, e di nuovo venne bocciato.

A livello personale, i due insuceessi significarono molto poco per lui. “Dopotutto” scrisse al padre “ho avuto da Cambridge molto più di una formazione scientifica”. Per lui era del tutto vero – aveva avuto da Cambridge più di quanto potesse spiegare. La sua mente si era aperta lì, i suoi occhi si erano aperti. Era stato a Cambridge che era divenuto consapevole delle “infinite possibilità” che la vita offriva. L’attimo era divenuto eterno mentre stava seduto a parlare con i suoi miaici in una stanza di Camridge, con la luna che sorgeva e gli usignoli che cantavano. Ciò che aveva ricevuto da Cambridge non poteva cambiare per il mancato conseguimento di una borsa di studio. Ma per suo padre fu un’amara delusione. Non solo il figlio aveva buttato via una carriera che a Sir Edward sembrava la più desiderabile di tutte, una carriera in cui si era dimostrato molto promettente. Ma aveva rinunciato a tutto per diventare un pittore. Per Sir Edwardi quadri erano poco più che fotografie colorate. E che il figlio, su cui poggiavano tutte le sue speranze – perché il fratello maggiore era invalido e che le figlie “non aspiravano ad avere una carriera” –, potesse aver rifiutato la scienzaper perseguire un obiettivo in sé futile e che esponeva coloro che lo seguivano a gravi rischi morali fu pr lui ragione di un dolore profondo e durevole. Se Roger Fry non aveva rimpianti personali, avvertì però il disappunto e la disapprovazione di suo padre, non solo allora ma per molti anni a venire.

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Il libro (dal sito della casa editrice): Artista e critico d’arte, membro del Bloomsbury Group, Roger Fry è stato uno dei personaggi più influenti del panorama artistico europeo a cavallo tra Ottocento e Novecento. Fu lui a dare la definizione di “Post-impressionismo” al movimento che riuniva Cézanne, Gauguin, Munch, Van Gogh e altri. Il celebre storico dell’arte Kenneth Clark descrisse l’apporto di Fry alla cultura dell’epoca come “la più grande influenza sul gusto dai tempi di Ruskin. […] Nella misura in cui il gusto può essere cambiato da un uomo, è stato cambiato da Roger Fry”. Virginia Woolf è stata per molti anni amica intima del grande critico e artista inglese. Dopo la sua morte decise di scriverne la biografia, tracciando quello che a oggi rimane il documento definitivo sull’artista, sull’uomo e sulle intime sofferenze che ne hanno segnato l’esistenza, sulle sue battaglie e sulla sua generosità di spirito, sulla sua opera e sull’influenza che ha avuto nello sviluppo dell’arte europea moderna e contemporanea. Il talento della Woolf come biografa – già espresso in opere come Orlando e Flush – scende qui a patti con il suo pervasivo estro poetico, con la sua scrittura unica, intrisa di lirismo e sempre proiettata verso la sperimentazione, verso una ricerca mai abbandonata sulle infinite possibilità dell’arte narrativa; una sorta di “lotta” tra i diversi talenti della Woolf che conferisce a questa biografia, oltre all’indiscussa necessità storica e documentale, un incommensurabile valore letterario.

Virginia Woolf
Roger Fry
Introduzione di Barbara Lanati
Traduzione di Veronica La Peccerella
Elliot, 2012
ISBN 978-88-6192-281-5
pp 320, euro 19,50




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