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Posted mercoledì, 20 febbraio 2013 by Graphe.it in Mondolibri
 
 

In questo io credo, di Carlos Fuentes


Carlos Fuentes, In questo io credo[Il] più grande delitto dell’uomo è quello di essere nato. Sigismondo, il protagonista dell’opera, si paragona alla natura che, avendo meno anima di lui, ha più libertà. Sigismondo sente l’assenza di libertà come una menomazione, una nascita incompleta, la consapevolezza che «prima di essere nato sei morto». Ma non è un delitto maggiore non essere nati in assoluto? Calderón ci abbandona al ritmo intimo del sogno. Sognare è una compensazione per quanto l’esperienza ci ha negato. Sogniamo in avanti, ma anche all’indietro. Desideriamo in entrambi i sensi. No, la cosa migliore è essere nati. E a ognuno di noi spetta esaminare le ragioni per cui è valsa la pena essere nati, e porci senza tregua, e senza speranza di risposta, gli interrogativi dell’esperienza:

Qual è la relazione fra libertà e destino?

In che misura ognuno di noi può conferire una forma personale alla propria esperienza?

Quale parte della nostra esperienza è cambiamento e quale, invece, permanenza?

Quanto deve l’esperienza alla necessità, al caso, alla libertà?

E perché siamo caratterizzati dall’ignoranza di ciò che siamo, unione di corpo e anima, eppure continuiamo a essere esattamente ciò che non capiamo?

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Sinossi (dal sito della casa editrice): A metà strada tra libro di memorie, saggio critico e dichiarazione di fede nei valori umani, questo libro è una specie di dizionario personale in cui Carlos Fuentes rievoca il proprio percorso di uomo e di scrittore in quaranta voci presentate in ordine alfabetico. Da Amicizia a Xenofobia, passando per Libertà, Sesso o Rivoluzione, Fuentes riprende e sviluppa in forma intima e colloquiale alcuni dei temi che più gli stanno a cuore, offrendo al lettore un inedito ritratto di sé. Ma la sua riflessione autobiografica passa soprattutto attraverso l’impegno civile, la consapevolezza politica e la grande passione per l’arte e la letteratura. Così ecco comparire nell’elenco voci come Globalizzazione, Politica e Sinistra, insieme a Balzac, Faulkner, Kafka, Shakesperare e Velàsquez. Ampio spazio è riservato all’amore per il cinema e al legame profondo con Luis Buñuel, amico straordinario frequentato assiduamente a Città del Messico, ma l’autore ricorda con emozione anche molti altri artisti e scrittori che ha incontrato nella sua vita di romanziere.




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)