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Posted venerdì, 22 Febbraio 2013 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Il rutilante mondo dell’editoria italiana


Nel mondo dell’editoria in Italia non passa un solo giorno in cui non arrivi un comunicato stampa che annuncia la nascita di un nuovo bestseller. A dare retta agli uffici stampa (ma anche ai giornalisti) in Italia moltissimi dovrebbero essere insigniti del Nobel per la letteratura: capolavori a destra e a sinistra paiono spuntare come funghi nei boschi.

Il servilismo dei mezzi di comunicazione è lampante: si dà spazio sempre ai soliti nomi, siano essi autori o editori, tanto che, probabilmente, una buona regola per scegliere un libro è quello di valutare se è stato recensito da grosse testate (cartacee, digitali, radiofoniche o televisive). In caso affermativo allora si può tranquillamente passare ad altro. È una lotta contro i mulini a vento, lo so. Ma so anche che vale la pena combatterla.

Edmondo De Amicis (1846-1908; in foto) nel libro Il mio ultimo amico, in cui parla del suo rapporto con un cagnolino di nome Dick, ha un paio di stoccate in tal senso che sono fenomenali. Parlando con Dick, scrive De Amicis:

E perché ti piglio a schifo quando vai a ficcare il muso in qualcosa di sudicio, io che ho letto con piacere tante sudicerie stampate, e che stringo la mano allegramente a tanti sudicioni che non campano d’altro? E come oso lagnarmi io…

Poco più avanti, nel delizioso libretto, De Amicis fa delle riflessioni sulla morte, con il suo Dick vicino che, però, forse si annoia. L’autore lo capisce e allora lo fa scorazzare per casa:

Va’. Hanno suonato. So chi è. È un signore che mi viene a leggere un manoscritto. Abbaiagli pure.

Alla fine, forse, al mondo dell’editoria italiana manca un po’ la capacità di autocritica: a tutti noi che lavoriamo nel settore servirebbe qualcuno che ci abbai dietro e ci faccia tornare con i piedi per terra.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.