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Posted venerdì, 1 Marzo 2013 by Luigi Milani in Zibaldone
 
 

Lucio Dalla, un anno che… ci sei ancora

http://www.youtube.com/watch?v=XrWHJigqLFk

A un anno esatto dalla sua scomparsa, mi riesce ancora difficile e molto doloroso accettare il fatto che Lucio Dalla non ci sia più. Altrettanto strano sforzarsi a utilizzare il tempo passato per parlare di lui, di un artista il cui ricordo è più che mai vivo, oggi come ieri. Non meno difficoltoso non cadere nella retorica e nel già detto, per un artista la cui musica ha fatto da colonna sonora per più generazioni di affezionati… amici. Sì, perché è così che credo considerasse Lucio il suo pubblico, un artista certo, ma anche un amico. Magari di quelli “sprassolati e un poco scemi”, come forse avrebbe detto lui. Una presenza costante nella vita di molti di noi, attraverso le sue canzoni, che continuano a pulsare nelle nostre orecchie anche a radio, tv e lettore mp3 spenti, tanto sono ormai radicate in noi.

In fondo, a tentare un’operazione forse un po’ scontata ma spero veritiera, non sbaglieremmo a rinvenire nei suoi brani, almeno in molti di essi, altrettante istantanee dello zeitgeist degli ultimi trent’anni d’Italia. Pensiamo a brani come Balla balla ballerino, apparsa l’anno della strage di Bologna, a Nuvolari, dall’album Automobili, l’ultimo composto assieme al grande poeta Roberto Roversi, incentrato sul mito postindustriale dell’auto, a L’anno che verrà, da molti letto come un messaggio d’incoraggiamento dopo il sequestro Moro.

Lucio DallaNon solo. Anche musicalmente, passata l’ubriacatura del grandissimo successo raggiunto tra la fine degli anni ’70 e l’inizio del decennio seguente, attorno alla metà degli anni ’80 Lucio sente l’esigenza di rinnovarsi, in maniera anche spiazzante, con l’album Viaggi organizzati, prodotto da Mauro Malavasi, produttore proveniente dalla dance di matrice elettronica. Il sound di Dalla muta drasticamente, virando verso l’elettronica e il pop, come del resto farà di lì a poco l’altro grande Lucio, Battisti, con Don Giovanni. Quegli anni del resto furono caratterizzati dall’avvento dell’elettronica e da ritmi molto accentuati e impetuosi.

La carriera del grande musicista bolognese si dipana lungo un arco temporale vasto. Dalle prime, azzardate prove dal sapore Beat degli esordi a fine anni ’60 fino al pop sofisticato e perfino all’Opera e alla musica lirica degli anni 2000, incontrando quasi sempre il favore del pubblico. Tra gli ultimi lavori di studio di Lucio, voglio ricordare l’album Henna, contenente un brano che esprime molto bene ciò che sono state sia la scrittura musicale che la poesia dell’artista: Latin lover. Un testo stralunato esprime, con immagini e versi vagamente surreali, fino all’inciso potente e intriso di grande lirismo, tutta la gioia di vivere e l’esortazione a volare alto, superando i nostri limiti, pur accettandoli:

Fratello dobbiamo volare nei cieli più limpidi
Bisogna imparare a sognare per essere liberi
così non serve nemmeno volare per essere liberi.

Da ultimo, segnalo un appuntamento importante: la sera del 4 marzo, data di nascita di Lucio Dalla, a Bologna si terrà un grande evento musicale in suo ricordo. È prevista la partecipazione di artisti del calibro di Pino Daniele, Zucchero, gli Stadio, Luca Carboni, Ron, Gianna Nannini, Renato Zero e molti altri ancora. Condurrà la serata Gianni Morandi, amico fraterno di Lucio, assieme al quale cantò un’altra canzone che oggi assume un significato ancora più intenso di quando fu incisa, Vita.




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.