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Posted domenica, 10 Marzo 2013 by Graphe.it in Poesia e dintorni
 
 

Cesare Pavese e il vento di marzo

You, Wind of March

Cesare Pavese, You, Wind of March

Marzo è pazzerello come vuole la saggezza popolare. Ma è anche un mese affascinante, quasi una cerniera tra l’inverno che non se ne vuole andare e la primavera che spinge per arrivare. È un mese piovoso e con il sole, ventoso e tiepido: un po’ come la vita, insomma, che è un continuo alternarsi di situazioni ed emozioni.

Cesare Pavese (1908-1950) nella splendida poesia You, Wind of March (che reca la data 25 marzo 1950 – pochi mesi che Pavese si uccidesse – e fa parte della raccolta Verrà la morte e avrà i tuoi occhi pubblicata da Einuadi) vede in questo terzo mese dell’anno quasi una lotta singolare tra la vita e la morte. In questo combattimento la donna amata diventa il simbolo della vita che continua e della morte che incombe. Tra la pienezza della vita e la morte che pare essere seminata a ogni passo leggero, si rinnova la speranza nel fiato d’aurora del vento di marzo.

Sei la vita e la morte.
Sei venuta di marzo
sulla terra nuda ‒
il tuo brivido dura.
Sangue di primavera
‒ anemone o nube ‒
il tuo passo leggero
ha violato la terra.
Ricomincia il dolore.

Il tuo passo leggero
ha riaperto il dolore.
Era fredda la terra
sotto povero cielo,
era immobile e chiusa
in un torpido sogno,
come chi più non soffre.
Anche il gelo era dolce
dentro il cuore profondo.
Tra la vita e la morte
la speranza taceva.
Ora ha una voce e un sangue
ogni cosa che vive.
Ora la terra e il cielo sono
un brivido forte,
la speranza li torce,
li sconvolge il mattino,
li sommerge il tuo passo,
il tuo fiato d’aurora.
Sangue di primavera,
tutta la terra trema
di un antico tremore.

Hai riaperto il dolore.
Sei la vita e la morte.
Sopra la terra nuda
sei passata leggera
come rondine o nube,
il torrente del cuore
si è ridestato e irrompe
e si specchia nel cielo
e rispecchia le cose ‒
e le cose, nel cielo e nel cuore
soffrono e si contorcono
nell’attesa di te.
È il mattino, è l’aurora,
sangue di primavera,
tu hai violato la terra.
La speranza si torce,
e ti attende ti chiama.
Sei la vita e la morte.
Il tuo passo è leggero.

Foto | KΛ13




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)