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Posted mercoledì, 13 Marzo 2013 by Patrizia Violi in Mondolibri
 
 

Alessandra Faiella, un vulcano di idee e creatività


Alessandra Faiella è un vulcano di idee e creatività. Attrice e autrice con un curriculum da far paura. Ha firmato testi per la tv e il teatro, ha portato in teatro monologhi di Franca Valeri e Franca Rame. Ha lavorato nei programmi di Serena Dandini, Piero Chiambretti, Cochi e Renato e Daria Bignardi. I suoi più recenti spettacoli teatrali sono Stasera non escort e Nudi e crudi, dal testo di Alan Bennet. Ma è anche scrittrice, attenta soprattutto alle tematiche femminili, esplorate con occhio attento e molta ironia. Ha pubblicato Il brutto delle donne (Garzanti), Il lato B (Fazi), romanzo profetico sulla vicenda di Ruby scritto in tempi non sospetti, e il Dizionario Lei-Italiano e Italiano-Lui (Vallardi), oltre a diversi mauali, il più recente Toglimi quel piede dalla testa, per favore (Mondo economico).

Da anni tiene corsi sulla comunicazione, l’umorismo e l’autostima.

Alessandra Faiella è convinta che l’ostacolo all’affermazione femminile sia il masochismo delle donne che nasce dalla mancanza di fiducia in se stesse. Colpa dei modelli imposti dai media e una delle imputate è la bellissima, falsissima, sempre sorridente Barbie. Da qui nasce la più recente fatica letteraria La versione di Barbie (Oscar Mondadori). Abbiamo incontrato Alessandra Faiella per commentare il libro e chiederle cosa fare per evitare che le bamboline prendano il potere!

Nel tuo divertentissimo romanzo, denunci una società maschilista e manipolatrice ma racconti anche esperienze personali, intime: è stato difficile svelarti?
No, anzi è stato divertente. Sono affiorati alla memoria episodi della mia infanzia e adolescenza che avevo rimosso e osservarmi con sguardo ironico mi ha, come sempre, aiutato a rivedere certe esperienze con maggiore distacco e leggerezza.

Gli scrittori famosi raccontano di una loro routine di lavoro: nel cuore della notte, solo con la penna, litri di caffè, musica classica… tu cosa fai per isolarti e concentrarti?
Oddio… con un figlio che va alle medie, gli spettacoli da preparare e poi da portare in tournee, la notte mi serve per dormire altrimenti schiatto! Di solito scrivo al mattino, nei periodi liberi dagli impegni teatrali. Per concentrarmi mi basta un buon caffè, il cellulare spento, e “una stanza tutta per me” come diceva Virginia Wolf.

Alessandra Faiella, La versione di BarbieDi solito le scrittrici femministe sono dannatamente serie e questa caratteristica gioca a loro sfavore: allontana il grande pubblico. Tu invece riesci a dire cose importantissime in modo accattivante. Cattura, fa sorridere ma anche riflettere. Hai avuto riscontri da un pubblico giovane? Dalle ragazze che hanno appena cominciato a soffrire a causa degli stereotipi imposti?
Le ragazze giovani sono ancora più esposte di noi allo stress delle pressioni mediatiche rispetto al corpo femminile, molte però hanno fatto tesoro delle esperienze delle “madri” del femminismo e sono più libere. Noto però ancora un enorme divario tra nord e sud.

Insicurezza e masochismo: queste sono le cause delle disgrazie femminili. Da anni scrivi manuali di autostima e tieni anche corsi di counseling. Dal tuo osservatorio sei riuscita a capire perché le donne non si amano abbastanza?
Beh, con i secoli di oppressione che abbiamo alle spalle, dopo essere state per millenni confinate nel privato delle relazioni familiari ed escluse dalla possibilità di avere un ruolo sociale, sarebbe strano il contrario. È da poco tempo che le donne hanno cominciato un processo di autoaffermazione, troppo poco per non risentire dell’insicurezza che deriva dal non avere un’identità precisa se non quella di essere il “secondo sesso” rispetto all’uomo, come dice De Beauvoir.

La denuncia sulla discriminazione, portata avanti nell’ultimo “ventennio” soprattutto attraverso i modelli televisivi, vale moltissimo perché sei un’attrice e conosci bene i meccanismi che regolano l’audience e la mentalità contorta degli addetti ai lavori. Ne hai parlato anche nel tuo primo romanzo, Il lato B. Pensi che ci sia una speranza di cambiamento? Ci vorrebbero più quote rosa fra i boss dei palinsesti?
O solo un meteorite potrebbe salvarci? Il meteorite sarebbe una buona soluzione visto che da un po’ penso che l’umanità si meriti l’estinzione, ma nel frattempo credo che più donne nei ruoli dirigenziali (nei media e altrove) sarebbero un valido aiuto per tutte. A San Remo quest’anno non ho visto vallette gnocche e mute e conduttori marpioni e ammiccanti, ma un’attrice comica intelligente e brillante e un maschio che le faceva da ottima spalla. Non è tutto, ma forse una speranza c’è.

Il tuo umorismo dissacrante ricorda quello di due attrici americane Amy Poelher e Tina Fey, invece oggi in Italia, non solo in TV ma anche, come spieghi bene ne La versione di Barbie, per le donne è purtroppo un fallimento su tutti i fronti. Perché, dagli stipendi al livello occupazionale, siamo messe così male?
L’Italia è uno dei paesi europei dove il maschilismo è più radicato, è così radicato che ha contagiato anche le donne. Siamo da sempre indietro rispetto ad altri paesi europei, perché le circostanze politiche, economiche e religiose (la presenza del Vaticano, non è che proprio aiuti tanto l’emancipazione delle donne), non ci hanno permesso di stare al passo con gli altri. Eppure il pensiero femminista degli anni ‘70 in Italia è stato uno dei più stimolanti e fecondi, quindi una speranza c’è. Anche se per molti aspetti siamo tornate indietro rispetto a qualche decennio fa, molte donne una volta svegliate non torneranno più indietro. Io offro il mio contributo, convinta che ridendo forte non ci si possa più addormentare.

Foto | Alessandra Faiella the official website




Patrizia Violi

 
Patrizia Violi è laureata in giurisprudenza, vive a Milano dove fa la giornalista, occupandosi di attualità, psicologia e costume. È sposata e ha due figlie: dalla sua esperienza famigliare è nato il blog extramamma.net. Ha scritto il romanzo “Una mamma da URL” (Baldini & Castoldi). Per Emma Books ha pubblicato “Love.com” e “Affari d’amore”.