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Posted 18 Marzo 2013 by Luciano Milani in Punti di vista
 
 

Dalla vergogna alla rinascita

VergognaLa parola Vergogna deriva dal latino Verecundia. Ricordo la forte invettiva di Cicerone nella Catilinaria, quando giunge ad apostrofare Catilina con l’appellativo di Homo inverecundus: uomo che non conosce vergogna. La vergogna infatti è un sentimento del disonore che ci viene, o temiamo possa venirci, da nostre azioni o da fatti che comunque ci riguardano da vicino, che induce rammarico del male commesso o ritegno a commetterlo.

Io ho forte il ricordo di qualche azione che da piccolo suscitò in me un senso di vergogna di fronte ai miei genitori o ai miei maestri. Ricordo ancora con vivezza di particolari la grande vergogna provata per un piccolo furto commesso ai danni di mia madre all’età di nove anni e subito scoperto dai miei genitori. Ho ancora presente nella memoria la vergogna di fronte al maestro e ai miei compagni per essere stato pubblicamente ripreso per un compito quasi interamente copiato.

Ma più di tutto ancora mi affigge questo sentimento così negativo le molte volte che l’ho provato di fronte al Signore, quando mi sono comportato in modo sconveniente con Lui. Non sono poche le circostanze nelle quali il mio atteggiamento non è stato del tutto confacente ai suoi precetti e dopo ho provato questo triste sentimento.

Ma di recente ho sperimentato la vergogna anche per fatti che non riguardavano direttamente la mia persona, bensì gli organismi per così dire di appartenenza.

Rileggendo la storia della Chiesa sono molti i fatti che in me hanno suscitato un senso vivissimo di vergogna. Ne menzionerò soltanto alcuni tra quelli più remoti.

Ricordo appena qualche figura di papa dissoluto. Per tutti il personaggio di papa Borgia. La dissolutezza di questo papa spagnolo mi ha lasciato veramente un senso di vergogna disarmante. Solo il pensiero che in ultima analisi la barca della Chiesa è guidata da una mano superiore ha attenuato il mio disagio e il mio senso di vergogna di fronte a tanta dissolutezza riscontrata in un Papa.

La lotta condotta con tanto accanimento da alcuni papi per affermare il potere incontrastato della Chiesa nella società civile in certi momenti, ha provocato in me oltre a un senso di vergogna, anche un certo disorientamento sull’intervento dello Spirito Santo nella elezione del Vicario di Cristo in terra.

Ma vergogna hanno prodotto in me anche i gravi atteggiamenti della mia Chiesa e dei suoi rappresentanti in tempi più recenti.

Colonnato di San Pietro in VaticanoHo vivissimo il senso di vergogna e quasi di smarrimento che produssero in me le forti parole del cardinal Ratzinger, fatte gridare nella Via Crucis del 2005 al Colosseo, sulla sporcizia annidata nella Chiesa.

E chi tra i cattolici non prova a tutt’oggi vergogna per i fatti gravissimi di pedofilia commessi da sacerdoti e tollerati da qualche vescovo in varie parti del mondo? È verissimo che rapportati alla massa essi rappresentano una minoranza esigua, ma non ci viene insegnato fin dai banchi del Catechismo che la nostra Chiesa è santa e immacolata e come essa devono essere i suoi pastori e rappresentanti?

E che dire dell’atteggiamento tenuto dalla nostra Chiesa nei confronti dei nostri fratelli ebrei?

Viva è la vergogna che ha suscitato in me l’ostracismo della nostra Chiesa verso questi nostri fratelli. Un senso di sollievo ha provocato in me il documento conciliare Nostra aetate, che finalmente dopo diciannove secoli riesce a superare questa cesura tra i nostri fratelli maggiori e la nostra Chiesa.

Certo, sono molti i fatti e i personaggi della mia Chiesa che provocano in me un senso di vergogna, ma la somma algebrica che appena riesco a fare mi ripaga abbondantemente, considerando quanto più numerosi sono i santi e i martiri che in ogni tempo la hanno popolata. Per mia consolazione mi sfilano davanti gli innumerevoli missionari che hanno portato in tutto il mondo, oltre che la luce del Vangelo, anche la civiltà in generale.

Abbiamo detto all’inizio che la vergogna è un sentimento. Ebbene, perché sia di utilità a chi lo prova, questo sentimento deve essere seguito da un altro sentimento: quello del pentimento dell’azione compiuta od omessa, che ha dato luogo al primo. Solo allora la vergogna si arricchirà di frutti per chi la prova.

Dalla vergogna alla rinascita è scritto da Luciano Milani,
padre del nostro Luigi, direttore della collana eTales

Foto | Ranger78




Luciano Milani