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Posted mercoledì, 20 marzo 2013 by Graphe.it in Mondolibri
 
 

Noi siamo il nostro cervello, di Dick Swaab


[La misurazione dell’attività elettrica nel cervello (elettroencefalogramma) e l’afflusso di sangue] alla corteccia cerebrale nei nati prematuri rivelano l’esistenza di reazioni agli stimoli dolorosi a partire dalle venticinque-ventinove settimane di gravidanza. A questo punto tali stimoli raggiungono quindi la corteccia cerebrale. Ma la domanda è se la corteccia sia abbastanza matura per sperimentare la sofferenza anche dal punto di vista emotivo.

Durante il trattamento nel reparto incubazione si dà per scontato che i nati prematuri possano provare dolore. Essi reagiscono agli interventi invasivi e ai prelievi di sangue con movimenti e modifiche della frequenza cardiaca, della respirazione, della pressione sanguigna, della pressione dell’ossigeno nel sangue e delle concentrazioni di ormoni dello stress. Ciò vale anche per un intervento come la circoncisione. Ma questo non dimostra ancora che vi sia una sensazione cosciente di dolore, perché queste reazioni autonome provengono da aree sottostanti la corteccia cerebrale e possono pertanto essere basate su processi inconsci. Lo stesso vale anche per i movimenti che questi bambini compiono in risposta a stimoli dolorosi, perché possono essere ancora riflessi che attraversano solo il midollo spinale e non penetrano al livello della corteccia. Un feto anencefalico reagisce alla stimolazione corporea ripiegando ed estendendo gli arti, ma altrettanto fa un adulto cerebralmente morto e in coma vegetativo, stato in cui la corteccia cerebrale è totalmente distrutta.

I nati prematuri manifestano reazione agli stimoli dolorosi a partire dalla venticinquesima-ventinovesima settimana di gravidanza, ma neanche allora siamo sicuri che si possa parlare di reazioni coscienti. È ancora più difficile stabilire se un feto sia cosciente o meno. L’esistenza di uno “stadio di veglia” nell’ambito del ciclo sonno-veglia viene considerata come un surrogato della coscienza. Ma durante la fase finale della gravidanza il feto dorme il 95% del tempo, e quindi non è in stato cosciente, per via dello stadio ancora immaturo della corteccia cerebrale e degli effetti degli ormoni provenienti dalla placenta. Durante il restante 5% è in uno stato di “veglia”, che in realtà non è che una fase di passaggio da sonno REM a sonno non-REM, e quindi non è un autentico stato di veglia o di coscienza. Il criterio [della “veglia” a questo stadio non sembra comportare anche la coscienza.]

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Sinossi (dal sito della casa editrice): Unanimemente riconosciuto come uno degli scienziati olandesi più influenti, a metà degli anni Novanta Dick Swaab ha conquistato le prime pagine dei quotidiani internazionali grazie alla pubblicazione sulla rivista “Nature” di un articolo in cui dimostrava l’esistenza di differenze rintracciabili nell’ipotalamo di eterosessuali, omosessuali e transessuali. Promotore dei più importanti programmi di ricerca neurologica, nel 2010 ha deciso di raccogliere il lavoro di una vita in questo volume, divenuto subito un best seller in Olanda e attualmente in corso di traduzione in dieci paesi. Qui Swaab traccia un quadro ampio e articolato del funzionamento del cervello affrontando una vasta serie di temi, a partire dalla gestazione per arrivare alla fine della vita. Vi si ritrovano sia gli aspetti classici – come il funzionamento della memoria, i disturbi neuropsichiatrici, le malattie degenerative – sia questioni di grande attualità, come l’identità di genere e la transessualità. Ciò che rende unici gli studi dell’autore sono le incursioni in campi diversi da quello neurologico, ad esempio il funzionamento del nostro cervello in rapporto alla moralità e alla tendenza alla religiosità. Grazie anche alla scelta di un linguaggio stimolante e accessibile a tutti, questo testo rappresenta un contributo serio e autorevole alla conoscenza di noi stessi, dei nostri figli e di chi ci circonda.

Dick Swaab
Noi siamo il nostro cervello.
Come pensiamo, soffriamo e amiamo
traduzione di David Santoro
Elliot edizioni, 2011
ISBN 978-88-6192-227-3
pp. 480, euro 22




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)