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Posted venerdì, 22 Marzo 2013 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Quali libri aveva Marilyn Monroe nella sua biblioteca personale?

Marilyn Monroe legge un libroQuando il 4 agosto 1962 Marilyn Monroe morì, oltre a lasciare il mondo privo della sua bellezza che secondo Pasolini lei aveva addosso umilmente, lasciò anche circa quattrocento libri nella sua libreria. I titoli di questi libri spaziano su vari temi: dalla cucina alla religione, passando per la letteratura e la politica. Molti di questi libri vennero catalogati e, in seguito, venduti all’asta da Christie’s a New York: grazie a tale asta si scoprì che molti dei libri avevano annotazioni scritte a mano e lungo le pagine c’erano vari segni che indicavano i passi sui quali Marilyn si era soffermata.

A partire dai cataloghi dell’asta di Christie’s, Librarything ha stilato una lista di duecentosessantadue di questi titoli tra i quali figurano non poche opere basilari della letteratura come l’Ulisse di James Joyce, Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij, opere di Anton Chekov come testi di Sigmund Freud, Marcel Proust, Alexander Pushkin, Gustave Flaubert, Khalil Gibran o Bertrand Russell… E ancora: Edgar Allan Poe, Oscar Wilde, Lewis Carroll, D. H. Lawrence.

Altri titoli forse ci rivelano alcuni dettagli della vita privata di Norma Jeane Mortenson (vero nome di Marilyn Monroe) , come, per esempio L’impotenza sessuale nell’uomo di Leonard Paul Wershub o Il bambino. Come si cura e come si alleva del dottor Benjamin Spock. In ogni caso salta all’occhio l’abbondanza di libri di autori nordamericani. Nello scorrere la lista ci sono vari testi di poeti e non sono pochi nemmeno i titoli a sfondo religioso di varie tradizioni.

È interessante curiosare nella lista per vedere quali libri lesse – o almeno ebbe tra le mani – Marilyn Monroe. E magari mentre si scorrono i titoli della lista si potrà sentire l’eco di una delle poesie di Marilyn:

Quel che ho dentro
nessuno lo vede.
Ho pensieri bellissimi
che pesano
come una lapide.
Vi prego:
fatemi parlare!




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.