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Posted 29 Marzo 2013 by Anna Fogarolo in Mondolibri
 
 

Luoghi pubblici, libri e lettori


Indipendentemente dalle polemiche cartaceo vs digitale, più volte sintetizzato su GraphoMania come un confronto inutile, perché: l’importante è leggere, c’è un fatto oggettivo capace di dimostrare come la tecnologia se ne infischi dei nostri amori, il profumo della carta in primis, e continui inesorabilmente verso la sua scalata. Sui mezzi pubblici, treni, autobus, o nei bar, nei locali, nei parchi, sempre più persone vengono colte in flagrante mentre leggono utilizzando eReader e tablet.

Il cambiamento è già in atto da tempo, e se da un lato il MIUR, Ministero Istruzione Università Ricerca, annuncia che: Ancora un anno di tempo e nella scuola italiana entreranno solo libri digitali o nel formato misto, con conseguente indignazione dei genitori che considerano il mezzo, tablet, troppo caro per le famiglie, dall’altro sempre più persone si stanno facendo conquistare dal formato moderno.

Quando prendiamo un treno, probabilmente nello stesso vagone più di una persona sta beatamente gustandosi il suo libro preferito, o studiando attentamente il volume per il prossimo esame, e in molti sono concentrati sulla tavoletta elettronica. Senza voler togliere nulla a entrambi gli schieramenti, dobbiamo ammettere che sono sempre più i lettori convertiti. Vuoi che sia una questione di peso (inutile negare che i libri vantano misure e conseguenti chilogrammi notevoli), vuoi per il prezzo – ma non sempre i formati eBook sono così convenienti (stranezza italiana) – sta di fatto che la percentuale dei convertiti sale, e non possiamo fare altro che prenderne atto.

Il fatto che l’eReader pesi meno di dieci volumi credo sia un assunto realistico: avere un eReader in borsa al posto dell’amata carta potrebbe alla fine rivelarsi un bene per la schiena. Certo, si rompono (appena constatato grazie al contributo di mia figlia), si scaricano (mannaggia a loro sempre sul più bello), ci fanno arrabbiare perché chi li progetta riesce a rendere complicato anche la più intuitiva delle azioni, ma alla fine lo scegliamo, consapevoli del torto.

Fate attenzione anche voi ai compagni di viaggio, ai commensali presenti nel bar, nella tavola calda: quanti di loro stanno leggendo un eReader? Quanti un cartaceo? Possiamo far finta di nulla, pontificare sul valore della parola, fissarci sulla pirateria (innegabile), ma per quanto possa essere rigida la nostra posizione il sorpasso sta avvenendo proprio in queste ore.

Certo, la carta è profumata, è bella, arreda una stanza, possiamo sottolinearla, e come dimenticare le amate/odiate orecchie segna libro? Io sono arrivata a un compromesso, se un libro in formato eReader lo considero valido, molto valido, lo compro anche in formato cartaceo; se non vale il mio tempo, e davvero capita spesso, lo dimentico nel traffico digitale.

Oggi, quando devo spostarmi, viaggiare, aspettare il mio turno dal dentista, infilo l’eReader in borsa, diventato strumento indispensabile per la mia cultura e il mio lavoro. Quindi se ancora non siete convinti del cambiamento provate, nei luoghi pubblici, a spiare, con discrezione, le borse delle donne, assieme all’agenda, di carta ovviamente, il portafoglio, il telefono, trucchi vari e assorbenti, constaterete che una buona percentuale ospita il tanto amato/odiato eReader. I tempi cambiano, i lettori si adattano.

Foto | xornalcerto via photopin cc




Anna Fogarolo

 
Fotogiornalista per le maggiori testate italiane come Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Gente, Oggi, Focus... Dal 2009 sposta la sua attenzione sulle nuove tecnologie iniziando la carriera di Web content e blogger per alcuni noti portali e Network, successivamente si specializza come Social Media Manager. Attualmente: consulenza di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR per le Edizioni Centro Studi Erikson.