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Posted mercoledì, 10 aprile 2013 by Anna Fogarolo in Mondolibri
 
 

Harry Potter contro la stanchezza, i rimedi della lettrice

Leggere Harry Potter come rimedio contro la stanchezza

Leggere Harry Potter come rimedio contro la stanchezza

Harry Potter è la mia personale medicina contro la stanchezza e lo stress da libri troppo impegnativi, che solo per gentilezza non definisco fastidiosamente pesanti.

Questo è l’assunto di partenza: la settimana scorsa mi ha fatto molto sorridere la notizia delle biblio-ricette. In sintesi dall’Inghilterra arriva la notizia che vede i medici di famiglia prescrivere libri per malesseri minori, come disturbi dell’umore, forme leggere di ansia e depressione.

Mi sono detta: sono più informata dei medici inglesi? Ovviamente no, anzi la biblioterapia è una pratica molto antica; personalmente credo che il lettore medio sia perfettamente consapevole del bene che può fare la lettura di un libro. Non solo, il lettore sa che quel particolare libro gli porterà gioia o dolore, ansia, paura; così come si rende conto se è troppo stanco per leggere un saggio o troppo depresso per affrontare una storia strappalacrime. Il fatto che la realtà ci scopra a volte un po’ masochisti, è un’altra storia.

Leggere Harry Potter come biblioterapia

Personalmente mi rendo conto di attraversare un momento mentalmente faticoso quando inizio per la terza, quarta volta la saga di Harry Potter; la ritengo la mia personale medicina contro la stanchezza e un principio di depressione. Niente di patologico, grave o non superabile, una giornata “no” come tante. Ed ecco che la strillettera, i babbani, i magonò, la pozione polisucco, i mollicci, la puzzalinfa e lo schiantesimo mi sollevano il morale.

Ora, la notizia inglese ha rafforzato le mie personalissime convinzioni: leggere aiuta a vivere. Inutile girarci attorno. Oltre a rafforzare una cultura che altrimenti si inaridirebbe, l’azione di leggere ci consente di affrontare un determinato stato d’animo.

Certamente, quando inizierò la lettura di Zero, zero, zero di Roberto Saviano non potrò pretendere di uscirne positiva, anzi, probabilmente mi lascerà svuotata da ogni buon proposito e speranza. Quindi alterno: un po’ di libri tosti, un po’ di Harry Potter. Si chiama sopravvivenza.

Perché Harry Potter? Semplice: è scritto bene, divertente, originale ed è capace di trasportarti altrove. Una ricetta che a volte si rivela condizione necessaria per sopravvivere.

Foto | Di Self made. (Based on this image.) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons




Anna Fogarolo

 
Fotogiornalista per le maggiori testate italiane come Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Gente, Oggi, Focus... Dal 2009 sposta la sua attenzione sulle nuove tecnologie iniziando la carriera di Web content e blogger per alcuni noti portali e Network, successivamente si specializza come Social Media Manager. Attualmente: consulenza di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR per le Edizioni Centro Studi Erikson.