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Posted mercoledì, 10 Aprile 2013 by Luigi Milani in Mondolibri
 
 

News(paper) revolution. Intervista all’autore Umberto Lisiero


Umberto Lisiero è autore di un libro prezioso, News(paper) revolution, frutto di un lavoro di ricerca e studio protrattosi diversi anni. Il saggio fa il punto della situazione sul giornalismo del ventunesimo secolo, esaminato alla luce delle sue nuove incarnazioni e dei grandi mutamenti tecnologici intercorsi dalla metà degli anni ’90 in poi.

L’importanza del giornalismo on line è un dato oggi innegabile; altrettanto evidente e forse irreversibile il declino delle vendite dei quotidiani. Lisiero, giornalista egli stesso, nonché grande esperto di comunicazione, fornisce utili chiavi di lettura delle fenomenologie nuove e per molti versi inedite che oggi investono il mondo dell’informazione: l’utilizzo del Web innanzitutto, le complesse interazioni in atto con il lettore attraverso i social network, i nuovi formati e le complesse, non del tutto prevedibili, dinamiche avviate dall’adozione dei nuovi media.

Ho raggiunto Umberto Lisiero e l’ho sottoposto a un vero e proprio fuoco di fila di domande, alle quali l’autore ha risposto con squisita disponibilità.

Di recente, nel corso di una chiacchierata con Bruce Sterling, il grande scrittore mi ha detto che a suo avviso la figura del giornalista come la conosciamo oggi è destinata a scomparire, per essere rimpiazzata dal “citizen journalist”. Qual è il tuo parere?
È vero, ognuno di noi oggi, grazie a uno smartphone, può potenzialmente diventare un reporter. Ciò però non significa automaticamente che non ci sia più bisogno di persone – non necessariamente giornalisti – che poi possano interpretare la realtà che abbiamo immortalato, che ci consentano di comprendere appieno ciò di cui siamo stati testimoni. Sicuramente il citizen journalism ha dimostrato una spinta innovatrice nei confronti del sistema tradizionale ma, a mio modo di vedere, una mediazione di controllo, di verifica, di selezione e valutazione delle notizie non dovrebbe venir meno.

La crisi dell’editoria, dai libri ai giornali, è sotto gli occhi di tutti: quali ricette proponi per farvi fronte?
Non mi sento di proporre ricette, quanto piuttosto di suggerire di non aver paura di sperimentare con gli strumenti digitali, sono convinto che mai come oggi le possibilità per chi voglia raccontare e condividere qualcosa siano davvero molte. E che ci sia “sete” di contenuti interessanti.

Sono in molti a pensare che il tradizionale giornale cartaceo abbia i giorni contati. Sei dello stesso avviso?
La storia dell’industria culturale è fatta di stratificazioni, più che di media che sostituiscono in toto i mezzi utilizzati prima della diffusione dei nuovi strumenti su larga scala. In questo senso, partendo dal presupposto che non sia la carta a fare un giornale, non vedo necessariamente la fine imminente dei cartacei. Certo, questi devono puntare in maniera costruttiva su ciò che li caratterizza, ripensandosi come complementari, non antitetici rispetto le versioni online.

Nel nostro Paese sembra prevalere la convinzione che l’informazione su Internet debba essere gratuita. Mi sembra però un’idea bizzarra, oltre che pericolosa per la stessa sopravvivenza del giornalismo. Che ne pensi?
L’intero comparto editoriale, non solo in Italia, è alla ricerca di un modello economico valido a lungo termine capace di far fronte alla continua diminuzione degli introiti derivanti dalla pubblicità cartacea e, contemporaneamente, di incrementare i guadagni online che, nonostante le crescite annuali a doppia cifra, difficilmente riescono a coprire la globalità dei costi. Difficile fare previsioni, forse, a un primo livello informativo gratuito – a patto di registrasi alla testata di modo da offrire agli inserzionisti del quotidiano online una mole maggiore di dettagli sul proprio profilo – si affiancherà un livello di approfondimento a pagamento. La professionalità, in ogni caso, va giustamente retribuita, credo sia questa la sfida del giornalismo: riproporsi come chiave autorevole di lettura del mondo, tanto da predisporre gli utenti al pagamento dei contributi dei quali fruiscono.

Umberto Lisiero, autore di News(paper) RevolutionQuanto tempo ti ha richiesto la scrittura del saggio e come hai strutturato il lavoro preparatorio, che s’intuisce ciclopico?
Lo studio che poi ha portato al libro è iniziato nel 2006, quando cominciai a tentare di stilare per un approfondimento accademico un primo bilancio del primo decennio di attività online delle testate legate ai quotidiani. La trasformazione in atto, allora come oggi, mi ha sempre affascinato da utente come da giornalista per cui, rendendomi conto che nonostante le continue innovazioni, lo studio conservava dei punti saldi validi, decisi di affrontare la sfida nel tentativo di fotografare in maniera quanto più nitida lo stato attuale della comunicazione informativa online. Non è stato per nulla semplice ma, a modo mio e con tutte le limitazioni derivanti l’osservazione di un mondo così fluido e in veloce sviluppo, ho tentato di comprendere gli aspetti ad oggi salienti di quella tecnologia che chiamiamo Rete.

È possibile secondo te instaurare una relazione realmente proficua tra chi fa informazione e chi accede alla stessa attraverso i nuovi media?
Due concetti che presento nel testo e che a mio giudizio caratterizzano la comunicazione nel web – e, quindi, anche il giornalismo online – sono l’interattività e l’idea di community, aspetti tramite i quali i lettori possono interagire tra loro o confrontarsi con chi invece produce l’informazione. Le migliaia di commenti l’ora che la versione statunitense dell’Huffington Post registra indicano probabilmente la strada per un ulteriore sviluppo del giornalismo, da lezione a conversazione.

Secondo l’Associazione italiana editori (Aie), la Federazione della Filiera della Carta e della Grafica, l’Associazione librai italiani (Ali) e l’Associazione nazionale agenti rappresentanti e promotori editoriali (Anarpe), l’uso degli eBook a scuola nuocerebbe alla salute… Un tuo parere spassionato sulla querelle, Umberto.
In realtà, a una lettura attenta, le associazioni hanno sollevato non tanto la questione dei rischi derivanti dall’utilizzo degli eBook quanto la mancanza di dati sull’impatto degli strumenti elettronici sulla salute, la memorizzazione e la comprensione degli studenti. In questo senso, un richiamo a non dare nulla per scontato e un invito a seguire attentamente ogni aspetto legato alla digitalizzazione della scuola credo sia più che legittimo. Da osservatore esterno mi pare però il problema sia ancora oggi l’insufficienza infrastrutturale degli edifici scolastici, spesso privi di collegamenti wi-fi, banda larga, laboratori e strumenti atti ad utilizzare al meglio le nuove opportunità di insegnamento.

A tuo modo di vedere esiste davvero il famigerato problema dell’eccesso di informazione?
Non credo che il problema sia tanto la mole delle informazioni a nostra disposizione, quanto la maggiore difficoltà che oggi si riscontra nell’individuare ciò che è realmente adatto ai nostri bisogni. In un mare magnum di notizie la vera sfida, a mio modo di vedere, è quella di individuare quali spazi e quali strumenti possano aiutarci ad elaborare criticamente il materiale informativo di cui disponiamo trasformandolo in conoscenza del mondo che ci circonda.

Lasciami concludere con una domandina perfida: come mai proprio il tuo saggio non è disponibile in eBook?
È stata una precisa scelta. Da una parte con la versione cartacea volevo stuzzicare in primis lettori e addetti ai lavori che ancora considerano il web una minaccia più che un’opportunità, dall’altra volevo ritagliarmi la possibilità di proseguire l’aggiornamento del mio studio ripercorrendo, in qualche modo, la strada che hanno intrapreso i quotidiani, passando dalla carta al digitale. Sto ultimando il lavoro di revisione: la versione eBook (aggiornata) del libro, a meno di intoppi, dovrebbe essere disponibile a fine maggio.

Umberto Lisiero
News(paper) revolution
L’informazione online al tempo dei social network
Fausto Lupetti Editore, 2013
ISBN 9788897686347
pp 205, € 15,00




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.