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Posted 14 Aprile 2013 by Graphe.it in Poesia e dintorni
 
 

Perché si scrive? La proposta in poesia di Anna de Noailles


Perché si scrive? Ognuno avrà la propria risposta e sarà senza dubbio valida. Ma, forse, tutte le motivazioni si possono ridurre a una: si scrive per amore. Poi quest’amore può assumere mille sfaccettature, è vero, ma è sempre amore.

E chi scrive d’amore? Forse chi scrive d’amore si diletta nel pensare che chi leggerà s’innamori di chi scrive: del resto ogni scrittrice, ogni scrittore scrive per i propri lettori e le proprie lettrici. È un rapporto di uno a uno, con una differenza: chi legge sa chi ha scritto, ma chi scrive non sa chi lo leggerà. Da qui nasce la necessità di rivolgersi a un ipotetico lettore-amante che Anna de Noailles (1876-1933) trasforma in versi.

La poetessa, amica di Marcel Proust, Paul Valèry, Jean Cocteau, scrisse anche tre romanzi e un’autobiografia oltre a un gran numero di poesie. Una di queste è proprio Scrivere per un lettore amante, contenuta nella raccolta Poèmes de l’amour che vide la luce nel 1924 e che qui vi proponiamo nella traduzione di Guido Davico Bonino.

Scrivo perché il giorno in cui non vivrò più
si sappia quanto l’aria – e il piacere – mi piacquero,
perché il mio libro sveli alla folla futura
come ho amato la vita e la felice natura.

Attenta alle opere del campo e della casa,
annotai ogni giorno la forma delle stagioni,
perché l’acqua, la terra e la fiamma nascente
solo nella mia anima fossero tanto belle.

Ho scritto quel che ho visto e quello che ho sentito
di un cuore, per cui il vero non fu mai troppo audace.
L’ardore che ho provato fu l’amore ad impormelo
perché io – dopo la morte – possa essere riamata:

perché quel giorno un giovane, leggendo quanto scrissi
senta per me il suo cuore commuoversi turbato,
e, dopo aver obliato le dilette del giorno,
m’accolga nel suo cuore, preferendomi a loro.

Foto | TMAB2003 via photopin cc




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)