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Posted 2 Maggio 2013 by Graphe.it in Mondolibri
 
 

Sulla Transiberiana, di Mauro Buffa


I telegiornali di tutto il mondo ne danno notizia. La sua foto occupa quasi tutta la prima pagina dei principali giornali russi, «Kommersant» e «Izvestia». È morto Solženicyn, aveva ottantanove anni. Nel 1994 tornò in Russia dal lungo esilio. Fu un grande avvenimento. Aleksandr Isaevi? Solženicyn era un simbolo, aveva trascorso una parte della sua vita nei campi di concentramento staliniani, i famigerati GULAG e li aveva raccontati nelle sue opere. La sua colpa era di aver criticato Stalin in una lettera inviata a un amico e intercettata dalla polizia politica. Nel 1970 era stato insignito con il Premio Nobel per la letteratura. Conservatore e nazionalista aveva rivolto la sua tagliente critica anche all’Occidente e alla sua cultura.

Da tempo non se ne sentiva parlare e la memoria resta fissata sull’immagine di un uomo più giovane. I giornali lo restituiscono con l’aspetto di un vegliardo sebbene riconoscibile dalla sua lunga barba incolta che lo fa assomigliare a un profeta. Cerco notizie sui canali della televisione della mia camera d’albergo. Sebbene si riceva BBC World, che ne parla diffusamente, mi soffermo su un canale russo. Le immagini in bianco e nero di un lager del Kazakistan dove Solženicyn trascorse alcuni anni comunicano meglio la vicenda umana di questo testimone del Novecento.

Novosibirsk

Arrivare a Novosibirsk con la Transiberiana dopo due giorni e due notti di viaggio è come raggiungere un’oasi nel deserto. Tra Mosca e Novosibirsk, terza città della Federazione russa con oltre un milione e mezzo di abitanti, a parte qualche fermata in città di medie e piccole dimensioni, ci sono soprattutto lunghissimi tratti di foresta punteggiati da rari piccoli villaggi con le case in [legno].

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Sinossi (dal sito della casa editrice): Un lungo viaggio da Mosca a Vladivostok sui treni della leggendaria ferrovia Transiberiana. Mauro Buffa, incuriosito da una descrizione idilliaca della Siberia tratta da Dostoevskij parte, con alcuni compagni di avventura contattati su internet, per andare a vedere cosa c’è oltre gli Urali. Percorrerà più di 9200 chilometri attraverso sette fusi orari deviando dal tracciato della ferrovia per raggiungere il lago Baikal e addentrarsi, su un traballante pulmino, nella steppa della remota Repubblica di Tuva ai confini con la Mongolia. Viaggiare su treni lenti, dagli spazi angusti, dormendo nelle cuccette corte e strette in vagoni affollati e mangiando il cibo comprato alle fermate dalle babushke si rivelerà un’esperienza densa di suggestioni letterarie, storiche e soprattutto umane. Mentre le giornate scorrono pigramente a bordo del treno, sfilano sotto i suoi occhi le città siberiane sopravvissute alla distruzione della seconda guerra mondiale. Soste di pochi giorni o di poche ore che sono occasioni per entrare in contatto con affascinanti culture e tradizioni. Bellissime donne dagli occhi a mandorla, nostalgici del comunismo e sostenitori del nuovo ordine, un cuoco stagionale che ha trovato lavoro a seimila chilometri da casa e un ex combattente della sporca guerra di Cecenia. Tutti contenti di vivere in Siberia dove fino a venticinque gradi sottozero non è considerato freddo e solo oltre i quaranta i bambini non vanno a scuola. Giunto infine al mar del Giappone non gli resterà che tornare indietro riportando testimonianze, impressioni e colori di un viaggio nel cuore e nella periferia del più grande paese del mondo che ancora oggi rimane in gran parte sconosciuto.

Mauro Buffa
Sulla Transiberiana.
Sette fusi orari, 9200 km, sul treno leggendario da Mosca al mar del Giappone

Ediciclo Editore, 2010
ISBN 9788865490044
pp. 204, con illustrazioni, euro 15




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)