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Posted 7 Maggio 2013 by Susanna Trossero in Recensioni
 
 

Navigando tra gli iceberg (ma non sul Titanic)

La Estancia Cristina in Argentina

Per la nostra nuova giornata a El Calafate, ancora vento fresco e giubbotti ben chiusi, ma tanto sole per fortuna. Meno male che qui siamo in estate…

La gentilissima Irene Pondi (della quale vi ho parlato nell’intervista della scorsa puntata) ci consiglia una lunga escursione dal nome “Estancia Cristina”, che comincia all’alba per terminare al tramonto e che ci condurrà tra le tante magie di questa zona della Patagonia.

Si parte in autobus per raggiungere un minuscolo porticciolo dove ci aspetta una imbarcazione che placidamente navigherà il Lago Argentino. Ma, oltrepassato il fiordo, tutto muta d’aspetto ed eccoli, gli iceberg di cui tanto avevo letto e visto nei documentari alla tv! Sono di un azzurro stupefacente, mi lasciano senza fiato, e sebbene sul ponte ci si congeli per via dell’aria oramai non più solo frizzantina, niente mi distoglierebbe dallo star là ad ammirarli. Grandi, piccoli, dalle forme più strane, ci appaiono all’improvviso o si stagliano in lontananza; alcuni paiono tane, altri montagnole di panna montata, e i clic delle macchine fotografiche non si contano.

Il Lago Argentino ha un letto che si estende per mille e seicento chilometri quadrati, è il più grande bacino idrico della zona ma anche la dimostrazione evidente che i ghiacciai di questo territorio erano certamente molto più estesi di adesso.

Ora il lago appare circondato da montagne e paesaggi da terraferma, perché attraversiamo dapprima il Brazo Norte, poi il più stretto Brazo Cristina, per approdare dove è ubicata l’antica fattoria “Estancia Cristina”, ventiduemila mila ettari di terra battuti dal vento, circondati da picchi innevati, laguna e ghiacciai.

La storia di chi, nel 1914, fondò la fattoria, è fatta di sudore e sacrificio, ma anche di caparbietà e forza, di determinazione e amore per questo territorio forse inospitale ma dai panorami mozzafiato.

Durante il pranzo al sacco, noto per l’ennesima volta (mi è successo anche a Ushuaia) che ci sono persone che tengono dei termos sottobraccio, così come i francesi tengono le baguette! Ogni tanto ne versano il contenuto in ciotoline di vari colori e utilizzano una sorta di cannuccia che non è usa e getta. Di che si tratta? Del Mate, una bevanda tipica argentina della quale mi riprometto di saperne di più prossimamente. Nel frattempo posso dirvi che si tratta di una infusione che si beve calda, tratta dall’erba Mate, mediante un procedimento simile a quello del nostro tè, e pare che gli argentini ne vadano matti. A giudicare da ciò che in questo viaggio sto osservando, sembrerebbe che dia astinenza, sembrano fumatori, sempre con quella cannuccia tra le labbra!

Dopo un buon panino al prosciutto e formaggio (jamon y queso), una passeggiata tra antichissimi alberi e cavalli al pascolo ci prepara a qualcosa di meno rilassante a bordo di un fuoristrada, e l’avventura comincia: sballottati nel retro di una 4×4 piuttosto spartana, attraverseremo fiumi, terreni scoscesi, strade dissestate arrampicate pericolosamente su precipizi poco rassicuranti, per giungere in un luogo in cui sarà davvero improbabile poter dire “Non ne valeva la pena”.

Vi aspetto alla prossima puntata per raccontarvi tutto!

La Estancia Cristina in Argentina

Lago Argentino

La Estancia Cristina in Argentina

La Estancia Cristina in Argentina

Gli icerberg in Argentina

Gli icerberg in Argentina

Gli icerberg in Argentina

Gli icerberg in Argentina

Gli icerberg in Argentina

Gli icerberg in Argentina




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.