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Posted 9 Maggio 2013 by Anna Fogarolo in Mondolibri
 
 

Un autore che scrive bene come J. K. Rowling


I libri più belli scritti dalle donne: da Virginia Woolf a J. K. RowlingScrivere bene è un’arte rara, chi legge molto lo sa. Unire la bravura a una storia che regge è un’anomalia in via d’estinzione. Eppure, autori contemporanei dimostrano ogni giorno che sanno unire i due talenti. Ovviamente il genere può piacere o meno, la tipologia di libri possono rientrare nella nostra sfera di “buoni”, o venire cacciati con sdegno nella categoria degli illeggibili. Non mi stancherò mai di sottolineare, in queste pagine virtuali: un libro bello può non piacere, con buona pace dei critici di tutto il mondo. Capolavori eterni della letteratura classica non piacciono a tutti, questo non significa che siamo cattivi lettori, semplicemente quel modo di scrivere o quella particolare storia non si accorda con la nostra vita, le nostre pretese.

Ad esempio, amo senza mezzi termini gli scritti di José Saramago, dai romanzi ai diari; eppure, mi rendo conto che la sua espressione non è facile. I lunghi, interminabili, periodi, i dialoghi inseriti senza punteggiatura, possono intimorire. Non riesco a leggere Saramago quando sono troppo stanca. È un dato di fatto.

Torniamo allo strano titolo usato per questo post. J. K. Rowling sa scrivere, inutile negarlo, l’ha ampiamente dimostrato, sia a chi già la acclamava come regina del genere fantasy per ragazzi, sia agli scettici, che non la ritenevano capace di scrivere un romanzo per adulti.

Personalmente credo che il suo talento non si possa riconoscere solamente nello scrivere, ma anche nel far sì che le vicende narrate riescano a conquistare il lettore grazie ai dettagli, alle personalità dei personaggi. La sua fantasia non risiede nella vicenda dei maghi, perché per onestà devo constatare che di maghetti dentro a un college ne è piena la letteratura, ma nel creare una società magica, una rete fitta tra personaggi, oggetti, caratteri, sentimenti. Non è Harry Potter a stupire il lettore, adulto, ma i Babbani, la Strillettera, il Quidditch, le lezioni di magia e lo Specchio delle Brame.

J. K. Rowling, Il seggio vacanteDi contro, nel Il Seggio Vacante, sono i risvolti psicologici degli adulti rispecchiati nelle nuove generazioni a conquistare. Una sorta di trattato di psicologia in versione romanzo.

Difficile trovare altri autori così amati dal grande pubblico e contemporaneamente dalla critica. Riesco a individuarne due in particolare, due generi differenti, due modi di scrivere agli antipodi, ma entrambi capaci di riportare caratteri psicologici dei personaggi profondi e completi.

Jonathan Coe, ultimamente alle prese con romanzi per ragazzi, da anni ci dona storie complete, sia per le vicende che, soprattutto, per la profondità dei suoi personaggi. Tra i suoi lavori più conosciuti ricordo La banda dei brocchi. Un contrasto generazione e di classe, piacevole dalla prima all’ultima parola.

Dodicimilacinquecento licenziamenti. Un processo doloroso ma necessario. A volte gli veniva quasi da compatirli, i dirigenti, per quei loro rimorsi di coscienza, quelle lunghe, stressanti riunioni, l’angoscia ben pagata del dover prendere decisioni di alto livello, e però penso anche alle settimane, ai mesi, alle vite intere di stenti e disperazione che così tante migliaia dei suoi uomini avrebbero dovuto affrontare negli anni amari e schiavi del mercato che avevano di fronte. C’era forse qualcosa che poteva fare, ora che avevano tutti inghiottito la pillola da bravi bambini e avevano rinunciato con il proprio voto a una vita decente?

Altra scrittrice, assolutamente di un genere lontano dalla Rowling, ma capace a sua volta di intessere complicati risvolti psicologici è Elizabeth George, americana famosa per la sua serie di romanzi gialli con protagonista l’ispettore Lynley. Le sue storie oltre a rivelarsi intricate e interessanti, riescono a caratterizzare ogni personaggio, protagonista o meno, creando un complicato intreccio psicologico. Inoltre, anche la George approfondisce molto le differenze di classe, senza risparmiare nobili, acculturati e ignoranti.

Tolkien in una foto del 1916Infine, per tornare al fantasy, trovare un autore da consigliare chi ancora piange la fine della saga di Harry Potter è difficile, molto difficile, perché oltre ad essere bella, ha il pregio di rivolgersi a tutte le fasce d’età. Lo apprezza il bambino di dieci anni così come l’adulto di quaranta. Personalmente non ho memoria di Fantasy così palesemente per tutti. Alcuni sono troppo complicati, Il signore degli anelli di Tolkien, ad esempio, oltre alle polemiche annali sul suo essere razzista è molto lungo, complesso, e a tratti violento.

Il ciclo di Dune di Frank Herbert, lo ritengo incantevole ma non adatto a un pubblico giovane.

Non è una saga ma di sicuro può piacere a tutti il fanatsy definito umoristico di Terry Pratchett, ad esempio ritengo un capolavoro L’intrepida Tifany e i piccoli uomini liberi. Assicuro risate a tutta la famiglia.

Tiffany accese la candela, si accomodò per bene e cominciò a leggere il libro delle favole. Quel libro non le era mai piaciuto un granché, perché aveva la pretesa di dirle cosa fare e cosa pensare: non abbandonare la dritta via, non aprire quella porta, però odia la strega cattiva perché è cattiva. E aveva anche la pretesa di farti credere che scegliersi la moglie in base alla misura delle scarpe fosse un ottimo sistema.

Come sempre, attendo i vostri suggerimenti. AAA libri cercasi.




Anna Fogarolo

 
Fotogiornalista per le maggiori testate italiane come Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Gente, Oggi, Focus... Dal 2009 sposta la sua attenzione sulle nuove tecnologie iniziando la carriera di Web content e blogger per alcuni noti portali e Network, successivamente si specializza come Social Media Manager. Attualmente: consulenza di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR per le Edizioni Centro Studi Erikson.