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Posted mercoledì, 22 Maggio 2013 by Natale Fioretto in Punti di vista
 
 

Esorcismo papa Francesco: una riflessione a margine

Esorcismo papa Francesco

Dopo aver sollevato in modo del tutto gratuito la polemica sull’esorcismo sì o esorcismo no, Boffo, oggi, di fronte alla miriade di reazioni si è affrettato a rettificare il proprio intervento circa la benedizione impartita da papa Francesco al malato presentatogli. Le scuse, a mio parere fanno più danno del fatto stesso. Boffo, infatti, si è scusato per aver creato imbarazzo alla persona del pontefice glissando bellamente su chi, pur partecipe dell’intera faccenda, è stato perso di vista.

Tanto clamore per nulla o quasi perché se il papa avesse avuto l’intenzione di fare un esorcismo, avrebbe potuto ben farlo – essendo egli vescovo –, ma ammesso che avesse voluto – e personalmente propendo per questa interpretazione – benedire e quindi “invocare bene da Dio a favore di qualcuno” perché sollevare tanto clamore? Cosa c’è di strano nel benedire qualcuno? E perché si è dato tanto risalto al gesto del papa senza degnare di attenzione il malato, persona non meno degna di riguardo, attenzione e cura?

Lo stato di malattia non indica deprivazione di dignità e valore, sebbene la nostra società abbia nel corpo giovanile, sano sempre e comunque, un totem riverito. La malattia è parte integrante, anche se sgradita e dolorosa, della condizione e della dignità umana. I nostri corpi possono, per motivi interni ed esterni imprevedibili, subire mutamenti, provocare dolore: perché si deve ancora rappresentare lo stato di malattia con un intervento del maligno?

La nostra mente, di fronte a esorcismi o interventi spirituali, corre a delle immagini che letteratura e cinema hanno contribuito a consolidare e, probabilmente, la vertiginosa popolarità di papa Francesco ha preteso – la popolarità non lui – un obolo di trascendenza che sottolinea la straordinarietà di papa Bergoglio e la sua differenziazione dai pontefici transitati. Differenziare ha un legame etimologico con il termine “santità”. Santo subito? Un novello Francesco che, pur se vivo e vegeto, percorre la via che conduce agli altari.

Al miracolo? Se miracoloso può essere considerato l’uomo che abbraccia l’uomo e che offre una preghiera: al miracolo!




Natale Fioretto

 
Natale Fioretto è docente di lingua italiana e di traduzione dal russo presso l’Università per Stranieri di Perugia. Si occupa da anni di metodologia dell’insegnamento della lingua italiana come L2. È appassionato di Valdo di Lione e Francesco d’Assisi.