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Posted mercoledì, 22 Maggio 2013 by Graphe.it in Mondolibri
 
 

Il fucile da caccia, di Inoue Yasushi

Il fucile da caccia, di Inoue Yasushi[Comunque, poiché niente di tutto questo accadde, distolsi lo sguardo dal rododendro che aveva preso il mio posto, e con un passo più barcollante del necessario mi ritirai nella mia stanza] canticchiando Sous les touits de Paris o un altro motivetto del genere.

Ma da quel giorno diversi anni sono passati senza che si presentassero altre occasioni di sciogliere il nostro patto. Quest’estate i fiori della lagerstroemia in giardino erano di un rosso acceso che non avevano mai avuto prima. Ho provato una sensazione simile alla speranza, l’esile speranza che qualcosa di insolito potesse accadere…

L’ultima volta che sono andata a trovare Saiko durante la sua malattia è stato il giorno prima che morisse. Ho rivisto così in modo del tutto inaspettato, dopo più di dieci anni, il suo haori di seta grigioblu, quello che come un incubo si era stampato nella mia retina sotto la luce scintillante di quel mattino ad Atami. Era inconfondibilmente lo stesso, con quei grandi cardi violetti che si stagliavano netti sullo sfondo, ma adesso pendeva dalle fragili spalle della tua stanca amata quasi fosse troppo pesante per lei. Sono entrata nella stanza e mi sono seduta dicendo: «Come sei bella!». Mentre cercavo di calmare la mia agitazione, un dubbio ha attraversato la mia mente: «A che scopo ha voluto farsi vedere da [me con questo haori?», e ho cominciato a sentire il sangue in tumulto ribollirmi per tutto il corpo, senza che potessi placarlo].

***

Il libro (dal sito della casa editrice): Quando, nel 1949, il critico d’arte e poeta Inoue Yasushi pubblica il suo primo romanzo, Il fucile da caccia, ha già quarantadue anni. Ma tutti, da subito, capiscono di trovarsi di fronte a uno scrittore importante. E sebbene le numerose opere successive non abbiano fatto che confermare questa impressione, nessuna di esse ha mai eguagliato la folgorante perfezione della prima: qui, infatti, Inoue (che in seguito scriverà libri ben più corposi) trova nella brevità una misura ideale; e nell’oscillazione fra il detto e il non detto raggiunge un miracoloso equilibrio narrativo. Un equilibrio impervio come il gioco amoroso che tiene legati i destini dei quattro personaggi, un uomo e tre donne, e che, pur appeso a un filo sottilissimo, li accompagna nel corso degli anni senza mai ledere la calma ritualità delle loro esistenze. E tuttavia il romanzo è attraversato da una tensione costante, da una rabbia sorda e trattenuta che non esplode neanche alla fine, quando ogni menzogna è stata svelata, ogni passione consumata, e a regnare è la consapevolezza che ogni essere è abitato da una vita segreta, inavvicinabile.

Inoue Yasushi
Il fucile da caccia
traduzione di Giorgio Amitrano
Adelphi, 2011 (14)
IBSN 978-88-459-1844-5
pp. 101, euro 9




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