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Posted domenica, 2 giugno 2013 by Graphe.it in Poesia e dintorni
 
 

Festa della Repubblica 2013: la patria è un concetto quotidiano

Festa della Repubblica Italiana

Oggi è la Festa della Repubblica: sessantasette anni fa nasceva la Repubblica Italiana. Il 2 e il 3 giugno del 1946, infatti, le cittadine e i cittadini italiani vennero chiamati a esprimere il loro voto su quale forma di governo volessero: se repubblica o monarchia. Vinse la repubblica.

Nel suo messaggio agli italiani per questa giornata festiva, il presidente Giorgio Napolitano dice, tra le altre cose:

È giusto che in questa giornata del 2 giugno l’Italia dia di sé un’immagine di dignità, di consapevolezza, di volontà costruttiva. Viviamo con profonda preoccupazione il protrarsi e l’aggravarsi della recessione, la crisi diffusa, in molti casi drammatica, delle imprese e del lavoro. Ma diciamo a noi stessi, come all’Europa e al mondo, che a queste difficoltà non ci pieghiamo, che vi reagiamo convinti di poterle superare.

La patria è un concetto quotidiano, sosteneva Adriana Zarri, al di là delle fanfare e degli squilli di tromba:

La patria è anche, e soprattutto, il cappello di paglia che mette in testa il contadino per ripararsi dal sole. La patria è il vaso di gerani che accende di rosso e di rosa il mio balcone; è il mio bosco, il mio prato, il mio gatto. Per questa patria quotidiana, che non ha bisogno della maiuscola, dell’uniforme, della fanfara e della guerra, io voglio il rispetto della bandiera e non il suo vilipendio, perché il vilipendio della bandiera è il vilipendio dei miei amici contadini, dei miei gerani, delle mie rose e dei miei gatti.

Giuseppe Ungaretti, poesia all’Italia

In occasione della Festa della Repubblica 2013 vi proponiamo una poesia di Giuseppe Ungaretti dal titolo Italia (tratta da Allegria di naufragi del 1919) in cui si parla della terra piena d’innumerevoli innesti che è questa nostra Italia. Gli innesti sono sempre una ricchezza e portano nuova vita alla pianta. Non dimentichiamolo.

Sono un poeta
un grido unanime
sono un grumo di sogni

Sono un frutto
d’innumerevoli contrasti d’innesti
maturato in una serra

Ma il tuo popolo è portato
dalla stessa terra
che mi porta
Italia

E in questa uniforme
di tuo soldato
mi riposo
come fosse la culla di mio padre

Foto | angelocesare via photopin cc




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)