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Posted 6 Giugno 2013 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Dan Brown a Firenze. Impressioni a margine dell’incontro con lo scrittore

Ho seguito, per Booksblog, l’incontro di Dan Brown con la stampa che si è tenuto ieri, mercoledì 5 giugno, a Firenze, nella Sala dei Gigli di Palazzo Vecchio. Al di là della cronaca ufficiale, ci sono alcune sensazioni che vorrei condividere con le lettrici e i lettori di GraphoMania.

È stato senza dubbio emozionante conoscere di persona uno degli scrittori più famosi al mondo – basti pensare che Il codice da Vinci ha venduto più di ottanta milioni di copie nel mondo e lui, Dan Brown, è stato inserito dalla rivista Time Magazine una delle cento persone più influenti al mondo. Inferno ha già buone speranze di seguire il successo dei libri precedenti: in tre settimane (l’opera è stata pubblicata il 14 maggio in contemporanea mondiale in quattordici Paesi) ha venduto nove milioni di copie in tutto il mondo, di cui ottocentomila in Italia.

Molto più affascinante, però, è stato poter parlare di Inferno dentro Palazzo Vecchio, ambientazione d’eccellenza di molte scene. L’organizzazione, sapientemente, ci fatto attraversare delle sale che ritroviamo nel libro (anche se, a giudicare da alcuni commenti colti al volo, alcuni colleghi della stampa non se ne sono accorti minimamente…): ci siamo così ritrovati dinanzi alla maschera funebre di Dante (che è un falso, ma nell’economia del libro questo non interessa), per poi affacciarsi sul Salone dei Cinquecento e ammirare l’affresco di Giorgio Vasari dal titolo La vittoria di Cosimo I a Marciano in Val di Chiana, con la scritta “cerca trova” che riveste un ruolo importante nell’orchestrazione di Inferno.

Interessante, poi, scoprire dalla viva voce dell’autore quali sono state le fonti che l’hanno spinto a scrivere questo libro. Non tanto le ricerche su internet o su studi e studi (anche se afferma di averli consultati) quanto, piuttosto, l’incontro con le persone, le loro storie, la vita quotidiana che, nelle mani di chi scrive, diventano prezioso materiale narrativo.

Infine, c’è lo splendido panorama di Firenze dalle finestre della Sala dei Gigli,  giusto contorno a una conferenza stampa che ha fatto di Firenze personaggio di un libro.

Un’ultima considerazione: il treno che mi ha portato a Firenze ha avuto un ritardo di una mezz’ora (niente di nuovo sotto il sole), così dalla Stazione di Santa Maria Novella ho dovuto accelerare il passo per giungere a Palazzo Vecchio in orario. Cercare di dribblare i moltissimi turisti e trovare la strada più breve per raggiungere il luogo della conferenza stampa mi ha fatto tornare in mente i vari spostamenti che Robert Langdon e Sienna Brooks hanno dovuto fare (anche evitando le frotte dei turisti!) per risolvere i misteri presenti in Inferno.

 




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.