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Posted 11 Giugno 2013 by Patrizia Violi in Mondolibri
 
 

Un bilancio del Festival della Letteratura di Milano 2013

Un bilancio del Festival della Letteratura di Milano 2013

Nemmeno il tempo pazzo milanese, tra sole e acquazzoni tanto violenti quanto improvvisi, è riuscito a boicottare la grande affluenza agli eventi del secondo Festival della Letteratura di Milano. Cinque giorni densi di appuntamenti importanti e significativi, con un panorama di argomenti vastissimo. Impossibile descriverli tutti, quindi mi soffermo su alcune tematiche molto presenti e altrettanto attuali.

Il romanzo giallo

Un fil rouge che ha attraversato tutte le giornate del Festival della Letteratura di Milano è stato il romanzo giallo. Tutto è cominciato con un omaggio a Milano e un salto nel passato: un deja-vu per rievocare gli scenari della città negli anni’50. In questo periodo sono ambientate le storie raccontate da Dario Crapanzano (Il giallo di via Tadino, La bella di Chiaravalle, Il delitto di Brera – Fratelli Frilli), che raccontano la Milano delle case di ringhiera, dei bordelli, dei poliziotti astuti e delle portinaie impiccione. Romanzi che hanno inaspettatamente scalato le classifiche di vendita. Proprio in una libreria di via Tadino, l’autore ha parlato dei suoi libri assieme a Riccardo Besola, Andrea Ferrari e Francesco Gallone, che hanno firmato Operazione Madonnina Milano 1973 (Fratelli Frilli) in cui si parla di una città meno poetica e più moderna.

Ancora noir, ma dei giorni nostri, si è celebrato invece in un’altra libreria, in zona Navigli, con un reading di venti autori, oraganizzato con Paolo Roversi, giallista e creatore di MilanoNera: il titolo dell’evento era Milano in bionda, aggettivo dedicato in questo contesto alla birra. E infatti oltre a parlare di omicidi, investigatori e suspense si è bevuto parecchio.

La letteratura femminile

Altro tema molto presente al Festival è stata la letteratura femminile: declinata a tutto tondo, in incontri con gli autori ma non solo. Molto interessante e toccante è stato lo spettacolo VioleperEnza che ha raccontato le storie di sette donne che in diverse parti del mondo hanno lottato per non essere sopraffatte: dalla “nostra” Lea Garofalo, alla giornalista messicana che ha denunciato per prima i femminicidi seriali a Ciudad Juarez in Messico, ad Assetou Billa Nonkane che lotta contro la barbarie delle mutilazioni genitali femminili.

È stata scelta invece una chiave più ironica per raccontare il disagio delle donne che perdono l’occupazione: in Risorse disumane di Marina Mopurgo (Astoria) tre disoccupate per farsi giustizia decidono di rapire il loro aguzzino: il “tagliatore di teste”, quello che le ha fatte precipitare nel loro incubo lavorativo.

Donne vittime ma anche carnefici: è stato presentato Ho ucciso Bambi (0111 Edizioni) in cui l’autrice Carla Cucchiarelli raccolta di storie di bullismo al femminile. Un fenomeno purtroppo in espansione.

Poi ancora, riflettori su personaggi femminili vittime di calunnie. Originalissimo il processo di rivalutazione di Rosetta de Woltery musa ispiratrice di molte vecchie canzoni della “mala” milanese. La bella Rosetta, cantante e attrice, venne uccisa nel 1913 a Piazza Vetra (nel cuore della città) dagli agenti di polizia e il suo omicidio fu giustificato definendola prostituta. Ma nel Caffè Letterario della sede della casa editrice Mursia il suo nome è stato rivalutato attraverso il Tribunale della Poesia: un happening, intitolato Rosetta non è una prostituta, spettacolo con musica e canzoni dialettali, dove il giudice e poeta Guido Oldani ha smascherato le menzogne e assolto dall’infamia la povera fanciulla.

Ma parlare alle donne e soprattutto di sentimenti non è sempre facile e l’ha confessato nell’incontro con il pubblico Antonio Steffenoni, nel suo libro Il silenzio sulle donne (Barion).

Infine ci sono le donne straniere, ancora più incomprensibili e “diverse”, figure sempre più presenti nella nostra realtà globalizzata e multietnica. Anche di questo si è parlato al Festival della Letteratura, in particolare ne L’ultimo bar a sinistra (Ligera) una raccolta di storie, scritte da autori vari, che racconta la vita di via Padova. A chi non è di Milano il nome questa strada non dice molto, ma è sinonimo di un crocevia di razze, culture e religioni. Un melting pot di gente diversa che ha imparato a convivere più o meno bene. Quattro chilometri di strada che riuniscono persone distanti anni luce nella realtà del mondo. E hanno naturalmente dietro di loro storie toccanti, interessanti, che possono far riflettere e insegnare molto.




Patrizia Violi

 
Patrizia Violi è laureata in giurisprudenza, vive a Milano dove fa la giornalista, occupandosi di attualità, psicologia e costume. È sposata e ha due figlie: dalla sua esperienza famigliare è nato il blog extramamma.net. Ha scritto il romanzo “Una mamma da URL” (Baldini & Castoldi). Per Emma Books ha pubblicato “Love.com” e “Affari d’amore”.