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Posted lunedì, 24 Giugno 2013 by Graphe.it in Mondolibri
 
 

Scientology, di Jenna Miscavige Hill

Scientology, di Jenna Miscavige Hill[Per quanto potesse fare caldo – e spesso le temperature superavano tranquillamente i trentotto gradi – alle ragazze più] grandi era proibito mettersi in canottiera o in top, altrimenti sarebbero state troppo provocanti, però i maschi potevano rimanere a torso nudo. Ci dicevano sempre di indossare i guanti, ma nessuno ne forniva mai, per lo meno non a me; il risultato era che, come capitava a tanti altri bambini, tra il pollice e l’indice avevo uno strato di pelle che era diventata spessa, marrone e screpolata a causa del continuo uso del rastrello.

Per resistere al caldo, di solito avevamo a disposizione acqua fresca e compresse di sali minerali e potassio, risorse che avrebbero dovuto mantenerci idratati. Di solito prendevamo quattro o cinque compresse di ogni tipo, perché nessuno di noi conosceva davvero i dosaggi. Per lo meno, non io. E così le assumevamo in via preventiva, per non avere colpi di calore. Le pause duravano solo cinque minuti sebbene fossero poche e lontane l’una dall’altra.

Ci dissero che lavorare era semplicemente un modo per ricambiare la possibilità di vivere al Ranch, la nostra occasione di guadagnarci le cose invece di riceverle gratuitamente. Si trattava di un concetto importante perché, come insegnava Scientology, i nostri supervisori ci stavano aiutando a non diventare dei criminali, in quanto ricevere le cose gratuitamente era proprio la prerogativa di tutti i criminali. Inoltre quel duro lavoro ci insegnava a essere orgogliosi di produrre, a prendere di petto le situazioni e a confrontarci con il MEST (Materia, Energia, Spazio e Tempo). MEST era il termine con cui indicare gli oggetti fisici in contrapposizione con quelli immateriali come il Thetan, i pensieri e le intenzioni. Visto che ci occupavamo di lavoro fisico, stavamo avendo a che fare con il MEST, cosa che un giorno ci avrebbe resi scientologi migliori.

Spesso, durante le Corvè, gli adulti passavano da progetto a progetto per controllare gli avanzamenti. A volte ci davano una mano, ma la maggior parte del lavoro e della supervisione veniva davvero svolta dai bambini stessi. In pratica i grandi ci spingevano a lavorare di più, più in fretta e con maggiore precisione. Controllavamo e gestivamo il MEST a modo nostro.

 

Il libro (dal sito della casa editrice): È doloroso, difficile e a volte può essere molto pericoloso aprire gli occhi e renderti conto che hai vissuto tutta la vita in una gabbia.

Jenna era una principessa. Il suo adorato zio Dave era l’uomo più importante del mondo, le persone a lei più care godevano di privilegi ed erano rispettate da tutti. Lei stessa aveva obiettivi chiari e ambiziosi: essere ammessa nell’ambito rango dei Messaggeri del Commodoro e scalare il più velocemente possibile i gradini del Ponte verso la Libertà Totale.

Intorno a lei tutto era Etico, tutto era giusto. Era giusto firmare un contratto con l’impegno a servire la Chiesa di Scientology per un miliardo di anni. Era giusto che i suoi genitori fossero così lontani, perché si stavano occupando di una missione ben più alta di una semplice famiglia. Era giusto venire addestrata con lunghe ore di procedure a reprimere i sentimenti di rabbia e dolore, per temprarsi ed essere efficiente senza lasciarsi distrarre dalle emozioni. Era giusto lavorare duramente e avere responsabilità fin da bambina, avere la vita misurata in un apposito Modulo tutte le settimane, erano giuste le Corvè obbligatorie e le punizioni con i lavori forzati o i pipistrelli, giusti i Cartellini per le delazioni, i Presidi del Sabato e il divieto di rivolgere la parola a chi non è tuo pari nella gerarchia. Perché quando ci sei dentro quello è il tuo mondo. Perfino gli ordini più rigidi, la disciplina e i ranghi, le interminabili esercitazioni e gli interrogatori più serrati diventano la tua casa, il tuo rifugio e il tuo sogno. Anche se in questo orizzonte non c’è spazio per l’intimità, per la fragilità e per l’errore, per tutto ciò che ci rende umani

A volte, però, nella vita si aprono delle porte. Osservi, incontri delle persone e inizi a vedere che oltre ai confini del tuo mondo ce n’è un altro molto più vasto. Se ci vivi dalla nascita, non ti rendi conto che tutto ciò che ti hanno insegnato è una prigione e non hai idea di cosa ci sia là fuori e di come funzionino le emozioni, se cominci ad ascoltarle. Così succede che la principessa sogni di uscire nel mondo, per diventare semplicemente una persona normale. Ma anche quando la voglia di essere liberi è più forte della paura del rischio e della solitudine, sfuggire al proprio destino è un salto nel buio.

In questa straordinaria testimonianza, pubblicata con grande attesa in contemporanea mondiale, Jenna Miscavige Hill, nipote del leader di Scientology succeduto a L. Ron Hubbard e cresciuta in seno alla Chiesa fin dalla più tenera infanzia, racconta per la prima volta con l’ausilio di preziose immagini inedite la vita quotidiana di una scientologa e la sua coraggiosa fuga. Una grande storia di schiavitù e riscatto, un documento unico, avvincente come un romanzo ma drammaticamente reale, che ci offre una prospettiva privilegiata sui segreti di una delle organizzazioni più potenti e misteriose del mondo.

Jenna Miscavige Hill con Lisa Pulitzer
Scientology.
Ci sono nata. Ci sono cresciuta. Sono scappata.
Traduzione di: Elena Cantoni, Manuela Carozzi, Francesco Casolo, Cristina Luisa Coronelli, Ilaria Katerinov
Rizzoli, 2013
ISBN 978-88-17-06506-1
pp 432, euro 18,00
disponibile anche in eBook: euro 11,99




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)