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Posted giovedì, 27 Giugno 2013 by Graphe.it in Mondolibri
 
 

Malapolvere, di Silvana Mossano e Laura Curino

Malapolvere, di Silvana Mossano e Laura Curino

Giovanni Demichelis, operaio eternit
Testimonianza della vedova Santa Gallon, settembre 2009

Quella parola lì, sul referto di morte, non l’hanno scritta. E nemmeno sui certificati per la pensione. Hanno messo asbestosi, che poi era la polvere che respiravi all’Eternit e si fermava nei polmoni. Ma mesotelioma non l’hanno scritto. E, allora, perché mio marito ha fatto tre cicli di chemio? Si da la chemio per l’asbestosi? E perché in ospedale, quel medico, al quale io chiedevo conto sulla salute di Giovanni, mi ha detto: “Ma signora, non l’ha ancora capito che suo marito ha un tumore?”. Il tumore dell’amianto è il mesotelioma, no?

L’Inail non voleva riconoscergli l’indennità di fine rapporto. Giovanni ha lavorato all’Eternit per quasi vent’anni, è venuto via nell’81, quando ha potuto avere tutte le marchette. Nell’82 si è ammalato e nell’83 è morto. Aveva 57 anni.

Lui e altri sei compagni avevano fatto causa all’Inail per via dell’indennità. Nicola (il sindacalista Pondrano, Ndr) gli ha detto: “Sarebbe bene che tu Giovanni andassi a testimoniare al processo davanti al giudice del lavoro”. Mio marito stava tanto male, la febbre saliva fino a quaranta e lo sfiancava. Io avevo imparato a fargli le iniezioni di Novalgina, per un po’ gli hanno dato sollievo ma, poi, neppure quelle facevano più effetto. E, comunque, Giovanni ha detto: “Sì, vengo a testimoniare”.

Con le sue gambe non ce la faceva di sicuro, ormai il fiato era corto così, non stava più in piedi. Allora, abbiamo fatto venire l’ambulanza e, in barella, si è presentato davanti al giudice Reposo. “Sono qui, ha detto con un filo di voce, perché non trovo giusto che non mi diano quel che mi spetta”. I nostri figli erano giovani: il maschio 22 anni, la femmina solo 12.

L’udienza era di martedì, lui si è spento la domenica, cinque giorni dopo. Gli altri sei operai, quelli che fecero la causa con Giovanni, neppure loro ci sono più. Tutti morti.

 

Il libro (dal sito della casa editrice): Nel 1901 l’austriaco Ludwig Hatschek brevetta il cemento-amianto e lo battezza Eternit (dal latino aeternitas, eternità). Fino alla fine degli anni Ottanta è proseguita così la lavorazione dell’amianto che ha provocato in diversi territori italiani un gigantesco disastro ambientale e procurato nella popolazione migliaia di lutti per mesotelioma, asbestosi e tumore polmonare tra gli ex operai e i cittadini.

In particolare Casale Monferrato, dove l’Eternit ha uno degli stabilimenti più grandi che impiegava fino a 2.000 lavoratori, è diventata la città simbolo di una tragedia sociale. Da diversi anni la città è diventata il simbolo di una tragedia sociale: migliaia di lutti per mesotelioma, asbestosi e tumore polmonare, dalle proporzioni ormai nazionali e… destinati a durare.

Sul sospetto della malattia è costruito il racconto iniziale. La seconda parte è dedicata alle testimonianze di donne malate, o vedove, o figlie, o sorelle, tutte travolte, in qualche modo, dalla polvere. Segue la cronaca di decenni di rapporto con la lavorazione dell’amianto, di sviluppo economico, di malattie professionali e di battaglie nei luoghi in cui la produzione è stata più radicata (Casalese, Cavagnolo, Rubiera dell’Emilia, Bagnoli di Napoli).

La conclusione è una lettera aperta ai «signori dell’amianto», lo svizzero Schmidheiny e il belga de Cartier, ancora più attuale dopo il verdetto del processo emesso nel febbraio 2012, che li condanna a 16 anni per disastro doloso: una richiesta precisa e determinata a contribuire alla scoperta di una cura che guarisca dai danni della «malapolvere».

Dopo aver letto il libro di Silvana Mossano, in Laura Curino è scattato quel «clic» che l’ha fatta cominciare a scrivere un testo teatrale: le sue sono parole di poesia, veicolo di conoscenza, ma anche di solidarietà, di consolazione e di energia.

È nato così lo spettacolo teatrale Malapolvere. Veleni e antidoti per l’invisibile, che dal 2012 viene portato in tournée nei migliori teatri e nelle scuole di tutta Italia con successo di pubblico e critica. Al posto delle persone, sul palcoscenico si avvicendano le «cose», testimoni muti di questo scempio ma a cui non è sfuggito un solo granello di puvri: un albero, un aspirapolvere, una bicicletta, le acque, la torre, una fontana, una statua equestre, un castello, un libro… Personaggi che arrivano al cuore e alla ragione. Alternando, come nella vita, il riso e il pianto.

Dialoghi inventati (ma basati su notizie e dati certi) si avvicendano all’informazione diretta. Un testo d’impatto, difficile da dimenticare, godibile anche con la semplice lettura in questo straordinario doppio volume.

Silvana Mossano, Laura Curino
Malapolvere.
Una città si ribella ai «signori» dell’amianto. Veleni e antidoti per l’invisibile
Sonda 2010, 2013
ISBN 978-88-7106-700-1
pp 232, euro 15




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)