0
Posted martedì, 2 Luglio 2013 by Graphe.it in Mondolibri
 
 

Anna Magnani, di Enrico Giacovelli

Anna Magnani, di Enrico Giacovelli[Anna ha una sciarpa rossa, anche se il film è] in bianco e nero, e ha chiesto di farsi sostituire nella corsa dietro al camion da una controfigura. Ma quando arriva sul posto, e vede la folla in mezzo alla strada che un po’ partecipa alle riprese e un po’ vi assiste come da una prima fila di teatro, decide di rinunciare alla controfigura.

Sono piazzate tre macchine da presa, praticamente tutto ciò di cui dispone la produzione. Il copione prevedeva che la sora Pina venisse uccisa da quasi ferma, come Teresa Gullace, mentre si dibatteva in mezzo alla folla cercando di entrare nella caserma. Ma Amidei, qualche notte prima, ha osservato bene la sfuriata di Anna a Massimo, la sua corsa disperata, rabbiosa e inutile, e ha deciso che nel film dovrà accadere qualcosa di simile. Al diavolo la verità storica, che non ha il senso dello spettacolo.

La scena viene girata una prima volta, ma il risultato è poco convincente: Anna sembra una comune massaia che corre dietro al tram, la sua caduta è lenta e goffa come quella di un tenore a teatro. Per il secondo ciak si pensa addirittura di tendere una corda invisibile in mezzo a via Montecuccoli per farla cadere meglio, ma Anna intuisce tutto e fulmina con lo sguardo i cineasti da strapazzo. Questa volta si mette a correre con altro piglio, come se non fosse più cinema ma soltanto vita. Non corre più verso qualcosa, ma contro qualcosa. Ha visto davanti a sé gli uomini che l’hanno amata (forse) e tradita (sicuramente). Ha visto il futuro di Luca che non potrà mai correre in tutta la sua vita.

Quando cade, è come se la vita l’avesse abbandonata improvvisamente, svuotata di tutto, il bene e il male, il passato e il futuro, il coraggio e la paura, la gioia e il dolore, riducendola a un sacco vuoto, a un monumento di bellezza tragica. Il corpo giace sul selciato di via Montecuccoli, il vestitino nero leggermente sollevato a mezza coscia sulle calze da povera gente. È una Deposi[zione, ma senza la Madonna che ti tiene la testa].

 

Il libro (dal sito della casa editrice): Se si volesse riassumere il Novecento italiano in una sola immagine, nessuna forse sarebbe più adatta del corpo della Magnani disteso sull’asfalto nella celebre scena di Roma città aperta. Ma non bisogna dimenticare che l’attrice-simbolo del neorealismo è stata anche una diva del teatro di rivista, una delle poche attrici comiche di valore, e che la sua vita non si esaurisce nel teatro e nel cinema. I suoi umori, il suo pianto, le sue risate, i suoi animali, i suoi uomini quasi sempre sbagliati, i suoi amori quasi sempre infelici, sono un pezzo di ventesimo secolo proprio come i suoi film. Questo libro cerca di raccontare la vita di Anna Magnani così com’è stata, con le sue luci e le sue ombre, le sue gioie e i suoi dolori, le sue certezze e i suoi misteri. Anche se vi appaiono molti film, non è un libro di cinema. Anche se inizia e finisce con la morte, racconta la vita. E anche se può sembrare un romanzo, si basa soltanto su fatti realmente accaduti. Ma qualche volta la vita è più divertente di una rivista di Totò, più appassionante di un film da Oscar, più drammatica di un capolavoro neorealista.

Enrico Giacovelli
Anna Magnani
Gremese, 2013
ISBN 978-88-8440-793-1
pp 160, con foto a colori, euro 12,90
disponibile anche in eBook: euro 8,99




Graphe.it

 
“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)