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Posted mercoledì, 3 Luglio 2013 by Roberto Russo in Zibaldone
 
 

Il doodle di Google per Franz Kafka

Il doodle di Google per Franz Kafka

Gregor Samsa entra oggi nelle nostre case grazie a Google. Il protagonista di una delle opere più influenti della letteratura di tutto il mondo, La metamorfosi, si è impadronito della pagina principale di Google nel giorno del centotrentesimo compleanno dell’autore di questo romanzo, cioè Franz Kafka.

Con un nuovo doodle Google omaggia, quindi, Kafka concentandosi sulla storia di Gregor Samsa che a ventitré anni si trasforma in una specie di scarafaggio gigante, cosa che lo rende inabile al lavoro e fa sì che la sua famiglia lo ripudi ogni giorno sempre di più.

Google ricorda così uno degli autori più influenti della storia della letteratura, sebbene la sua opera non sia molto ampia: tre romanzi (Il processo – 1925; Il castello – 1926; America oppure Il disperso – 1927), alcuni racconti brevi tra cui La metamorfosi che risalgono al 1915.

Kafka ci ha lasciato, inoltre, molte lettere e vari scritti autobiografici, molti dei quali pubblicati postumi. Delle molte opere che ha scritto nel corso della sua vita, solo alcune sono state pubblicate grazie al suo amico Max Brod, che ignorò le volontà di Kafka di distruggere tutti i suoi scritti, anche quelli incompleti. Franz Kafka morì a quarant’anni, per tubercolosi, a Kierling (Austria): era il 3 giugno 1924.

Tutte le opere di Kafka, comprese quelle incomplete, riflettono uno stile letterario esistenzialista ed espressionista, comunemente associate con l’estetica e la filosofia e, a volte, lo si è avvicinato al realismo magico.

Lo stile letterario dello scrittore di Praga ha fatto la fortuna del termine kafkiano, che ha superato i confini della filosofia ed è diventato di uso comune. Quando si dice che qualcosa è kafkiana si intende dire che assurdamente complicata, strana e irreale, come la realtà di cui scriveva Franz Kafka nei suoi romanzi. Tale aggettivo si applica a situazioni di disagio, come quelle di cui scrive l’autore in un universo angosciante e opprimente. Uno degli esempi più chiari di questo concetto si può leggere nell’incipit de Le metamorfosi (da Franz Kafka, La metamorfosi e tutti i racconti pubblicati in vita, traduzione di Andreina Lavagetto, Feltrinelli, 1991):

Quando Gregor Samsa si svegliò una mattina da sogni inquieti, si trovò trasformato nel suo letto in un immenso insetto. Era disteso sul dorso duro come una corazza e, se sollevava un poco il capo, scorgeva il proprio ventre convesso, bruno, diviso da indurimenti arcuati, sulla cui sommità la coperta, sul punto di scivolare del tutto, si tratteneva ancora a stento. Le numerose zampe, miserevolmente sottili in confronto alle dimensioni del corpo, gli tremolavano incerte dinanzi agli occhi.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.