2
Posted mercoledì, 10 Luglio 2013 by Mariantonietta Barbara in Mondolibri
 
 

Font dislessia per agevolare la lettura

Font dislessia per agevolare la lettura

I font ad alta leggibilità sono pensati per agevolare la lettura nelle persone dislessiche. Di anno in anno aumenta l’attenzione verso questi “caratteri” speciali, anche se non sono utilizzati quanto servirebbe in ambito scolastico e più in generale nelle dinamiche di apprendimento linguistico. Si sta avvicinando il momento in cui, specialmente nel campo dei testi digitali, questo genere di font avrà la meglio o darà il via, se poco leggibili per noi non dislessici, a una propria collana di romanzi e saggi.

Qual è la differenza principale tra un font ad alta leggibilità e i normali font che incontriamo abitualmente?

I font dotati di “grazie”, come il Times New Roman, sono difficilmente leggibili per un dislessico perché rendono poco identificabili le lettere. In quelli senza grazie, come l’Arial, alcune lettere, come ad esempio b e d, restano poco distinguibili l’una dall’altra. Un font ad alta leggibilità aiuta il lettore dislessico a identificare le lettere e a distinguere tra di loro quelle che si somigliano rafforzando alcune parti del segno grafico.

Uno dei font più usati, anche da grossi editori come Fabbri e DeAgostini, è l’Easy Reading, che sembra garantire una lettura ottimale a tutti. È stato creato da Federico Alfonsetti e registrato da Edizioni Angolo Manzoni. Per testarlo e comprenderne le caratteristiche è sufficiente recarsi sul sito ufficiale.

Una delle prime case editrici ad avvalersi di font specifici, ideandone uno proprio, è la BiancoeNero Edizioni. Nel sito della BiancoeNero si parla anche di barriere tipografiche:

Abbattere le barriere tipografiche, che sono un ostacolo concreto all’accesso al contenuto, vuol dire adottare tutti quei criteri codificati da tempo che rendono più “amichevole” la pagina per chi l’affronta:
– testo non giustificato, con lunghezza irregolare delle righe per facilitare il passaggio da una riga all’altra e per evitare la divisione in sillabe;
– paragrafi spaziati che offrono a chi legge dei traguardi di lettura facilmente raggiungibili;
– carta color crema che non dà riflessi e di uno spessore tale da scongiurare la trasparenza del verso della pagina;
– l’uso di una font specifica (biancoenero®) che garantisca la massima chiarezza e aiuti a confondere il meno possibile le lettere simili o speculari (b-d; q-p; e-a; I-l), che sono quelle che creano maggiori difficoltà ai dislessici.

Le barriere non sono un problema solo dei dislessici, ma anche degli stranieri che devono imparare a leggere e scrivere la nostra lingua e degli ipovedenti, che con importanti accorgimenti potrebbero essere autosufficienti nella lettura.

Per maggiori informazioni e indicazioni su come avere testi scolastici adatti a bambini e ragazzi con disturbi di apprendimento o dislessia, vi rimandiamo al sito dell’Associazione Italiana Dislessia, ricco di informazioni, di indirizzi utili, di guide e documentazioni.

Mentre per una interessante discussione sul progetto LIA (Libri Italiani Accessibili), che sembra al momento avere persino un sito affatto leggibile dagli ipovedenti, vi rimando all’interessante post di Livio Mondini per BiroBlu.




Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.