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Posted domenica, 21 Luglio 2013 by Roberto Russo in Premi letterari
 
 

È morto Ugo Riccarelli, finalista al Campiello 2013 e vincitore dello Strega 2004

È morto Ugo Riccarelli, finalista al Campiello 2013 e vincitore dello Strega 2004

Ugo Riccarelli è morto questa mattina a Roma, dopo lunga malattia. Nato a Ciriè, in provincia di Torino, il 3 dicembre 1958, aveva studiato filosofia presso l’Università di Torino. Così si è descritto nel suo sito:

Ho studiato Filosofia presso l’Università di Torino superando tutti gli esami, ma non sostenendo l’esame di Laurea. Per molto tempo mi sono occupato di azione e promozione culturale in campo scolastico e teatrale, aprendo un cineclub, fondando un gruppo teatrale, lavorando in biblioteche civiche. Nel 1985 ho iniziato il mio percorso di emigrante al contrario, cominciando a scendere a Sud, verso Pisa dove ho vissuto per sedici anni continuando ad occuparmi di teatro.

Il suo primo libro ha visto la luce nel 1995: si tratta di Le scarpe appese al cuore pubblicato da Feltrinneli e poi di nuovo da Mondadori nel 2002. Seguono Un uomo che forse si chiamava Schulz (Piemme 1998) premiato con il Selezione Campiello 1998 e Il dolore perfetto (Mondadori) che ha vinto il Premio Strega 2004. Il suo ultimo libro L’amore graffia il mondo (Mondadori) è tra i finalisti del Premio Campiello 2013. La giuria del Campiello ha convocato una riunione straordinaria: è, infatti, la prima volta che uno dei candidati muore prima della proclamazione del Premio. Fanno sapere gli organizzatori del Premio Campiello:

È la prima volta che capita nella storia del premio Campiello che un autore finalista muoia prima della serata finale come è drammaticamente accaduto oggi con Ugo Riccarelli. Per questo domani ci sarà una riunione del comitato di gestione del premio, con il presidente di Confidustria Veneto e del premio Roberto Zuccato e con il presidente del Comitato di Gestione Piero Luzzardo, per decidere cosa fare in merito al romanzo L’amore graffia il mondo, se considerarlo ancora in corsa o meno in vista della finale del 7 settembre alla Fenice di Venezia.

Noi ci auguriamo che il libro di Ugo Riccarelli non venga escluso dal Premio, perché sarebbe profondamente ingiusto. L’amore graffia il mondo, infatti, è un romanzo bellissimo, tutto costruito intorno alla metafora dell’ago e del filo. Non nascondo che mi sono commosso nel leggere quest’ultimo romanzo di Riccarelli.

Lei avrebbe voluto dirgli un’ultima cosa, una parola d’augurio, di incoraggiamento, ma nel momento in cui Ivo voltò lo sguardo verso di lei, appena prima che l’uscio si richiudesse, Signorina sentì tornare prepotente dentro di sé lo stesso peso che l’aveva schiacciata nell’attimo in cui l’aveva spinto nel mondo, tutto quanto era stata obbligata a tenere insieme per amore, e che adesso di ingarbugliava confondendo l’inizio, la fine, la salute, la morte, il dolore, la felicità e allora, come quel giorno, raccolse questo perso e lo lanciò fuori di sé con un urlo, spingendo Ivo oltre la porta, verso un’altra vita.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.