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Posted 28 Luglio 2013 by Graphe.it in Poesia e dintorni
 
 

A fine luglio: una poesia di Vittorio Sereni nel centenario della nascita

Vittorio Sereni

Vittorio Sereni, uno dei più grandi poeti italiani del Novecento, avrebbe compiuto ieri cento anni. Nato a Luino (Varese) il 27 luglio 1913, morì a Milano settant’anni dopo, nel 1983. Egli stesso celebrò uno dei suoi compleanni con la seguente poesia:

Altro compleanno

A fine luglio quando
Da sotto le pergole di un bar di San Siro
Tra cancellate e fornici si intravede
Un qualche spicchio dello stadio assolato
Quando trasecola il gran catino vuoto
A specchio del tempo sperperato e pare
Che proprio lì venga a morire un anno
E non si sa che altro un altro anno prepari
Passiamola questa soglia una volta di più
Sol che regga a quei marosi di città il tuo cuore
E un’ardesia propaghi il colore dell’estate.

Visto che parliamo di compleanni e di inizi, è significativo che la sua prima opera, risalente al 1941 abbia per titolo Frontiera: legato com’era alla sua terra natia, idealmente testo verso l’Europa, in quella raccolta Vittorio Sereni non espresse alcuna protesta, ma con le sue rinunce sembrava proporre l’attesa di un tempo diverso.

S’è strozzato nel caldo
il concerto della vita che svaria
in estreme girandole d’acqua.

E ancora:

Improvvisa ci coglie la sera.
Più non sai
dove il lago finisca;
un murmure soltanto
sfiora la nostra vita
sotto una pensile terrazza.

Bellissima la poesia che ha per titolo Le mani, sempre presente nella raccolta Frontiera:

Queste tue mani a difesa di te:
mi fanno sera sul viso.
Quando lente le schiudi, là davanti
la città è quell’arco di fuoco.
Sul sonno futuro
saranno persiane rigate di sole
e avrò perso per sempre
quel sapore di terra e di vento
quando le riprenderai.

Parlando della poesia, Vittorio Sereni disse: “Io in poesia sono per le cose; non mi piace dire io”.

Nella collana I Meridiani di Mondadori c’è il volume Tutte le poesie che raccoglie l’intera opera poetica di Vittorio Sereni a cura di Dante Isella.




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