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Posted martedì, 6 Agosto 2013 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Il vero Robinson Crusoe e l’isola più letteraria del mondo

Il vero Robinson Crusoe e l’isola più letteraria del mondo

La prima edizione del Robinson Crusoe di Defoe (1719).

Senza dubbio tutti conosciamo il naufrago Robinson Crusoe. È un personaggio inventato dallo scrittore Daniel Defoe (1660-1731), dalle cui avventure sono scaturite storie su storie di naufraghi, isole perdute e peregrinazioni marittime. Quello che forse è meno noto ai più è che Robinson Crusoe è veramente esistito, anche se non si chiamava in quel modo. E non solo è esistito, ma per buona parte della sua vita ce l’ha avuta proprio con Daniel Defoe.

Lo scrittore britannico, padre del romanzo inglese, per scrivere La vita e le straordinarie, sorprendenti avventure di Robinson Crusoe si ispirò alle avventure di un pirata scozzese chiamato Alexander Selkirk che si vide costretto a vivere in un’isola del Pacifico dopo che vi era stato abbandonato perché sospettato di ammutinamento. Selkirk visse su quell’isola per quattro anni e quattro mesi. Dopo essere stato salvato il 2 febbraio 1709 dalla nave corsara Duke, conobbe Daniel Defoe a cui raccontò la propria storia. Gli lasciò anche alcune pagine da lui scritte sull’isola e qualche lettera.

Visto il prezioso materiale che si trovava tra le mani, Defoe non ci mise tanto a trasformare la storia di Selkirk nel ben noto romanzo. Il vero protagonista della vicenda si sentì derubato e questo contribuì al fatto che non riuscì ad adattarsi di nuovo al mondo in cui era nato. Del resto quattro anni da solo su un’isola non sono uno scherzo, checché ne dicano quelli di Lost o il film Cast Away!

Alexander Selkirk morì, probabilmente per via della febbre gialla, il 13 dicembre 1721, a bordo della Royal Ship Weymout su cui prestava servizio come ufficiale di bordo e la sua salma venne gettata in mare sulla costa occidentale dell’Africa. C’è anche una versione più romanzata della morte del pirata che afferma che alla fine Alexander Selkirk morì in una grotta che aveva ricavato nel retro della sua casa, circondato dai gatti: era il suo modo di sentirsi a casa, sulla sua isola.

La storia di Selkirk venne raccontata dal giornalista Richard Steele che ebbe l’occasione di intervistarlo, come anche da Woodes Rogers che era il comandante della Duke, la nave che lo trasse in salvo.

L’isola di Robinson Crusoe

Il vero Robinson Crusoe e l’isola più letteraria del mondo

L’isola in cui visse Selkirk venne ufficialmente battezzata come Robinson Crusoe il 1 gennaio 1966, con buona pace del pirata scozzese la cui vita, in questo modo, ha continuato a essere cannibalizzata dal personaggio inventato da Defoe.

Si trova nell’oceano Pacifico, nell’arcipelago cileno delle Isole Juan Fernández, scoperto dal marinaio spagnolo tra il 1563 e il 1574. Di origine vulcanica, dista poco più di seicentocinquanta chilometri da Santiago del Cile. È un mix tra antico e moderno: gli abitanti (circa settecento) si muovono a cavallo, ma hanno la connessione a internet. A un’ottantina di metri dalla spiaggia, nel Puerto Inglés, si trova la grotta di Robinson Crusoe, dove, proabilmente, visse Selkirk. Su un’altura di 565 metri sorge il Belvedere Alexander Selkirk. È lì che il pirata trascorreva le ore a scrutare l’orizzonte in cerca della salvezza che poteva venirgli dal mare.

Nel 2000 una spedizione sull’isola Robinson Crusoe scoprì diversi strumenti nautici del secolo XVII che probabilmente appartenevano a Selkirk, il vero Robinson Crusoe.

Esiste anche l’Isola Alejandro Selkirk, che si trova a circa duecento chilometri a ovest dell’Isola Robinson Crusoe. È la seconda isola per grandezza dell’arcipelago di Juan Fernández ed è completamente disabitata.

Via | Diario del viajero
Foto | La prima edizione del Crusoe di Defoe (1719) – L’Isola di Crusoe




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.