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Posted 18 Agosto 2013 by Graphe.it in Poesia e dintorni
 
 

Ermanno Krumm e i pomeriggi d’agosto

Ermanno Krumm e i pomeriggi d'agosto
Ermanno Krumm e i pomeriggi d'agosto

Ferragosto è passato e siamo nella seconda metà del mese. Lentamente il periodo delle vacanze volge al termine e ci si avvia alla normalità, anche se in molti stanno per iniziare proprio ora le agognate ferie, in un circolo che oscilla tra il virtuoso e il vizioso. Non è bello questo avvicendarsi?

In questa stagione, in cui il sole brucia implacabile per usare le parole di Olindo Guerrini, ci si rende conto che, a volte, le parole sono del tutto superflue. In casi del genere quasi ci si costringe a una sincerità che, di primo acchito, pare non appartenerci. Tale sincerità ha la meglio anche nei rapporti con la persona amata: quasi un desiderio di profonda intimità che, complice il caldo, non bada alla forma ma anela alla sostanza, come sembra dirci Ermanno Krumm (1943-2005) nella poesia Pieno pomeriggio di secondo agosto che riportiamo di seguito.

Ermanno Krumm, Pieno pomeriggio di secondo agosto

– Cosa dico sempre che mi piace
di te? – Non so. Sono discordi
i nostri pensieri. Ma non ora:

– Stenditi. Non si sente nessuno:
il subbuglio dell’estate tace,
stenditi, lascia che ti metta le mani
addosso (perché fingere?)

Pieno pomeriggio di secondo agosto,
sento il braccio, la spalla: sei tu,
sono così felice di essere con te.

Ermanno Krumm è stato un critico d’arte e uno dei poeti più interessanti dell’ultima generazione italiana. Aveva una profonda cultura e moltissimi interessi. Discepolo di Roland Barthes a Parigi, nel 1987 esordisce con la poesia con Le cahier de Monique Charmay (1987), cui fanno seguito Novecento (1992), Felicità (1998 – raccolta da cui è tratta la poesia che vi proponiamo oggi), Animali e uomini (2003) e Respiro (2005). Collaborava alla pagina dell’arte del Corriere della Sera e, per la Fiera del Libro di Torino e per la Società Permanente di Milano, ha organizzato laboratori e incontri di tema artistico-letterario.

Foto | Pixabay




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