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Posted lunedì, 2 Settembre 2013 by Patrizia Violi in Mondolibri
 
 

New York, città di libri e di lettori

New York: leggere al ristorante

New York: si legge al ristorante

Amazon continuerà a sterminare le librerie? Gli ebook avranno la meglio sul cartaceo? Sono le grandi domande che gli addetti ai lavori si fanno interrogando la palla di cristallo sul futuro dell’editoria. E considerando che, purtroppo, siamo il fanalino di coda delle tendenze di questo settore, per sapere come andrà a finire potrebbe essere utile guardare quello che succede negli USA.

Un anno e mezzo fa ero stata a San Francisco, la città più culturale della west coast, e la situazione era triste. La grande catena di Borders aveva appena chiuso e in centro città di librerie non c’era più alcuna traccia. Le uniche due erano la storica CityLights di Ferlinghetti, monumento vivente alle glorie della beat generation, e una libreria alternativa in Haight-Ashbury il quartiere dove nacque il movimento dei figli dei fiori.

Nella città più famosa della Silicon Valley il cartaceo sembrava essere morto. In giro tutti leggevano dal kindle, anche gli anziani sull’autobus raccontavano di esserselo fatti regalare per Natale e ne erano entusiasti.

Quest’anno credevo di trovare la stessa atmosfera a New York e invece sull’east coast è tutta un’altra storia. Con sorpresa, ho scoperto che il cartaceo impera: guardandomi in giro ho visto la stessa densità di tablet che a Milano, ma molti, molti più lettori.

Tantissime persone infatti erano immerse nelle pagine di un libro, incantati dalle storie in ogni dove: metropolitana, parchi, fermate dell’autobus, ristoranti. Tutti leggevano. Girando per le numerose librerie ho capito il perché. La lettura è promossa, glorificata, sponsorizzata. Ad esempio, nella rivista Time-out, guida su quello che offre settimanalmente la città, le pagine sui libri sono almeno tre. Fitte di appuntamenti: si parla di presentazioni, ci sono recensioni e ho scoperto anche una rubrica estiva che mi ha quasi commosso: gli angoli più belli e segreti della città dove concedersi una pausa lettura!

Ho cominciato così la mia indagine sulle librerie: dalle più importanti a quelle di nicchia.

The Strand

New York: Strand Bookstore

New York: Strand Bookstore

La più grande e famosa libreria di New York è The Strand e si trova su Broadway, nelle vicinanze di Union Square. È stata fondata nel 1927 da Ben Bass ed è rimasta un business di famiglia, adesso è in mano a Nancy Bass Wyden, una bella signora bionda di quarantadue anni che non ha paura dell’invasione tecnologica. Anzi, all’interno del suo store ha appeso una sua intervista al New York Times dove spiega il segreto del successo di The Strand: mantenere una community. Secondo lei, infatti, le librerie devono essere soprattutto un luogo d’incontro. L’incontro di anime simili. E vista la vastità del suo store, tre piani più un sotterraneo, pieni zeppi di corridoi e scaffali, di spazi per imbattersi e socializzare con chi condivide gli stessi gusti di lettura, ce ne sono a volontà.

La specialità dello Strand sono i libri rari e introvabili, di qualsiasi settore e argomento. E per procurarseli la libreria utilizza e incoraggia anche la compravendita dei testi usati. Una vera e propria tradizione newyorkese: negli anni ’70 anche Patti Smith ha lavorato qui, occupandosi proprio di questo settore dello store.

Per incrementare la community poi allo Strand quest’estate sono stati utilizzati anche escamotage più concreti, come una serata settimanale di speed dating: gli eventuali fidanzati già partono dal presupposto di amare la lettura e sperano di trovare anche qualche altro stuzzicante interesse in comune!

Barnes&Noble

New York: Barnes and Noble

New York: Barnes and Noble

Se Borders ha chiuso i battenti un’altra catena è rimasta: Barnes&Noble, dislocata in vari punti strategici di New York. Ho visitato la sede di Tribeca, al secondo piano di un grattacielo. Spaziosa e impersonale come tutte le catene, mi ha colpito per la mancanza del solito display dedicato ai best-seller che nelle catene nostrane accoglie sempre all’ingresso. La top-ten infatti a New York si trova solo nelle librerie dell’aeroporto, forse è anche più funzionale piazzarla lì perché i cosiddetti airport books sono spesso proprio i più commerciali e di conseguenza vendono meglio.

Da Barnes&Noble ci sono interessanti divisioni per settore e tipologia di lettori. Poi in un ottimo placement, nella categoria Best of the best, si trovano testi anche pubblicati alcuni anni fa. Non come da noi che un libro si brucia in pochi mesi e spesso il “fuori catalogo” viene sbattuto in faccia al cliente senza diritto di replica.

Rizzoli

New York: Rizzoli Bookstore

New York: Rizzoli Bookstore

L’altra importantissima libreria newyorkese è Rizzoli, sede unica in posizione strategica, sulla 57 strada, a due passi dalla mitica 5th Avenue.

Bellissima, raffinata, arredata in legno antico. È dislocata su tre piani, offre una vastissima scelta di libri d’arte e di fotografia, i cosiddetti coffe table books, quasi più oggetti da ostentare che veri e propri strumenti di lettura. Questi libri di grande impatto iconografico sono comunque presenti in tutti i bookstore e si trovano in versioni più abbordabili anche nelle piccole librerie di quartiere. Questa tendenza credo sia prova dell’amore dei newyorkesi per l’oggetto libro, considerato quasi un feticcio.

All’ultimo piano della libreria Rizzoli ci sono gli autori italiani: i classici e anche quelli attuali in classifica.

(continua)




Patrizia Violi

 
Patrizia Violi è laureata in giurisprudenza, vive a Milano dove fa la giornalista, occupandosi di attualità, psicologia e costume. È sposata e ha due figlie: dalla sua esperienza famigliare è nato il blog extramamma.net. Ha scritto il romanzo “Una mamma da URL” (Baldini & Castoldi). Per Emma Books ha pubblicato “Love.com” e “Affari d’amore”.