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Posted sabato, 7 settembre 2013 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

L’amore graffia il mondo di Ugo Riccarelli vince il Premio Campiello 2013

L’amore graffia il mondo di Ugo Riccarelli vince il Premio Campiello 2013

L’amore graffia il mondo (Mondadori) di Ugo Riccarelli ha vinto il Premio Campiello 2013. Il romanzo del compianto scrittore si è distinto fin da subito nella classifica della serata finale e lo stacco con gli altri libri finalisti è stato notevole. L’amore graffia il mondo, infatti, ha ottenuto 102 voti. Al secondo posto si è classificato Fabio Stassi con L’ultimo ballo di Charlot (Sellerio) con 83 voti e al terzo posto troviamo La caduta (Nutrimenti) di Giovanni Cocco che porta a casa 47 voti. Chiudono la classifica Beatrice Masini con Tentativi di botanica degli affetti (Bompiani, 36 voti) e Geologia di un padre (Einaudi) di Valerio Magrelli con 21 voti.

Roberta Bortone, vedova di Ugo Riccarelli, ha ritirato il Premio e così ha commentato:

Ho sempre detto a mio marito che l’ho sposato perché mi faceva ridere e portava il caffè a letto la mattina. È un premio dedicato a tutte le donne, prima tra tutte la mamma Ilva, che l’ha ispirato. Credo anche che avrebbe ringraziato Antonio Tabucchi, il suo maestro.

La vittoria di Ugo Riccarelli era nell’aria, sia perché il romanzo meritava di vincere, sia per via della morte dell’autore che ha commosso in molti, considerato che il romanzo stesso L’amore graffia il mondo è in parte autobiografico.

Nel corso della serata al Teatro La Fenice di Venezia sono stati premiati anche Matteo Cellini per Cate, io che ha vinto il Campiello Opera Prima; Alberto Alarico Vignati per il Campiello Giovani e anche Ambra Giacometti per il Campiello Giovani – Europa; Alberto Arbasino con il Campiello alla carriera.

La serata è stata trasmessa in diretta su Rai 5 e condotta da Geppi Cucciari e Neri Marcorè e, tolta qualche battuta qua e là e qualche sottolineatura sagace (soprattutto durante la premiazione di Alberto Arbasino) è stata di una noia mortale: i conduttori erano troppo rigidi e non hanno certo contribuito a rendere piacevole la serata; la sigla era tremenda con i libri che sembravano buttati a caso per terra nella città di Venezia; le coreografie non c’entravano un bel nulla con il premio (senza nulla togliere a David Foster Wallace, ma il premio è per la letteratura italiana se non erro); le personalità che consegnavano i premi si parlavano troppo addosso. Il più simpatico di tutti mi è sembrato il notaio…

Foto | Ufficio Stampa




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.