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Posted 9 Settembre 2013 by Roberto Russo in Poesia e dintorni
 
 

Alberto Bevilacqua: tre poesie per ricordarlo

Alberto Bevilacqua

Alberto Bevilacqua, parmigiano di nascita (vi nacque il 27 giugno 1934), romano d’adozione (è morto oggi, 9 settembre 2013, nella Capitale) è stato romanziere fecondo e di successo. Ma ha scritto e pubblicato poesie fin dalla gioventù. La sua poesia è caratterizzata da una forte espressività, spesso ottenuta grazie all’uso del dialetto e del gergo, come anche una sensualità molto concreta. Alcuni hanno definito la sua poesia come “umorale”: quel che è certo, è che carica di tensione emotiva.

Su GraphoMania ricordiamo Alberto Bevilacqua con tre sue poesie. La prima è in dialetto, ha per titolo All’Ambra, la bella di Melara è tratta da Vita mia (Mondadori 1985):

… ohi te, caméréla
dove il mio ghigno è colomba
al ciabòtto dell’altrui libertà,
al savoiardo goder che un dì fu mio

na piogeéla cornuta contenta
de la mia obréla,
sei te,
se mi smidolli la pendula alma e ti pare
così di farmi notte sabauda, notte finita,
fà el caval

Le altre due poesia – Il tuo nome e  … amore, convinciti, è una sera – sono tratte da Il corpo desiderato (Mondadori, 1988):

Il tuo nome

più il tono mi sale
alla gola
più parlo per tacerlo: si fa presto
a nominare il buio col buio
ma è la sagoma solitaria
silenziosamente possibile
al di dentro che fa paura:
vivrò nell’ignoranza
di ciò che so
fin nelle viscere che somatizzano quel nome
e si torcono,
mi fanno sentire più vecchio ogni mattina.

 

… amore, convinciti, è una sera
come le altre,
ci faremo luce insieme,
ora, fra poco,
dovrò
pur ritrovarla la lampada.
Era qui
solo un eterno fa.
Amore, il gioco
– aspetta, abbi pazienza –
sta per ricominciare: nessuna
assenza, manchi solo tu,
cosa vuoi
che sia, un’inezia.

Via | Poesie d’amore del ‘900
Foto | Booksblog




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.