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Posted 18 Settembre 2013 by Roberto Russo in Zibaldone
 
 

Il pendolo di Foucault, il doodle di Google e Umberto Eco

Il pendolo di Foucault, il doodle di Google e Umberto Eco

Fu allora che vidi il Pendolo.
La sfera, mobile all’estremità di un lungo filo fissato alla volta del coro, descriveva le sue ampie oscillazioni con isocrona maestà.

Inizia così il romanzo Il pendolo di Foucault di Umberto Eco, lo stesso pendolo che oggi Google con il suo bellissimo Doodle animato ci propone in occasione del centonovantaquattresimo compleanno di Jean Bernard Léon Foucault, il fisico francese che inventò appunto il celebre pendolo per dimostrare la rotazione della Terra. Foucault, infatti, nacque a Parigi il 18 settembre 1819 ed ivi morì lì 11 febbraio 1868. Continua Umberto Eco:

Io sapevo – ma chiunque avrebbe dovuto avvertire nell’incanto di quel placido respiro – che il periodo era regolato dal rapporto tra la radice quadrata della lunghezza del filo e quel numero π che, irrazionale alle menti sublunari, per divina ragione lega necessariamente la circonferenza al diametro di tutti i cerchi possibili – così che il tempo di quel vagare di una sfera dall’uno all’altro polo era effetto di una arcana cospirazione tra le più intemporali delle misure, l’unità del punto di sospensione, la dualità di una astratta dimensione, la natura ternaria di π, il tetragono segreto della radice, la perfezione del cerchio.

Come è noto il romanzo di Umberto Eco si muove nell’arco temporale tra gli anni Sessanta e il 1984 e si muove tra una casa editrice in quel di Milano e un museo parigino dove quel pendolo è esposto. Non solo: il romanzo Il pendolo di Foucault di Eco va anche dal 1943 al 1945 e ancora tra il 1344 e il 2000. Insomma, un andirivieni nel tempo e nello spazio per descrivere la storia grazie ad “ampie oscillazioni con iscrona maestà”.

Ancora sapevo che sulla verticale del punto di sospensione, alla base, un dispositivo magnetico, comunicando il suo richiamo a un cilindro nascosto nel cuore della sfera, garantiva la costanza del moto, artificio disposto a contrastare le resistenze della materia, ma che non si opponeva alla legge del Pendolo, anzi le permetteva di manifestarsi, perché nel vuoto qualsiasi punto materiale pesante, sospeso all’estremità di un filo inestensibile e senza peso, che non subisse la resistenza dell’aria, e non facesse attrito col suo punto d’appoggio, avrebbe oscillato in modo regolare per l’eternità.

In quanto al pendolo di Foucault in sé e al suo funzionamento vi lasciamo con questo video, che qui siamo su un blog letterario e ogni occasione è buona per invitare alla lettura.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.