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Posted venerdì, 20 Settembre 2013 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Le letture preferite di papa Francesco. E quella volta con Borges…

Papa Francesco durante un'udienza generale

L’intervista fiume concessa da papa Francesco a La Civiltà Cattolica sta facendo il giro del mondo, soprattutto per alcune aperture in temi etici che suonano come una novità nella chiesa cattolica.

In quell’intervista papa Bergoglio parla con padre Antonio Spadaro, gesuita come lui, direttore della rivista La Civiltà Cattolica, di tanti aspetti, anche della propria vita privata, dei suoi gusti, delle sue passioni. Ama il cinema, la musica. E i libri. A proposito di questo veniamo a sapere che gli autori preferiti di papa Francesco sono Dostoevskij e Hölderlin, ma anche Alessandro Manzoni. Afferma il papa:

Ho amato molto autori diversi tra loro. Amo moltissimo Dostoevskij e Hölderlin. Di Hölderlin voglio ricordare quella lirica per il compleanno di sua nonna che è di grande bellezza, e che a me ha fatto anche tanto bene spiritualmente. È quella che si chiude con il verso “Che l’uomo mantenga quel che il fanciullo ha promesso”. Mi ha colpito anche perché ho molto amato mia nonna Rosa, e lì Hölderlin accosta sua nonna a Maria che ha generato Gesù, che per lui è l’amico della terra che non ha considerato straniero nessuno.

Per quel che riguarda Manzoni, papa Francesco confida di aver letto tre volte I promessi sposi:

Ho letto il libro I Promessi Sposi tre volte e ce l’ho adesso sul tavolo per rileggerlo. Manzoni mi ha dato tanto. Mia nonna, quand’ero bambino, mi ha insegnato a memoria l’inizio di questo libro: “Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti…”.

Dopo aver detto che ama anche Gerard Manley Hopkins, il pontefice afferma che nel campo dell’arte preferisce i tragici, soprattutto quelli classici. E per dare una definizione di classico, papa Francesco fa ricordo a una definizione che Miguel de Cervantes fa dire al baccelliere Carraso per lodare la storia di Don Chisciotte:

I fanciulli l’hanno tra le mani, i giovani la leggono, gli adulti la intendono, i vecchi ne fanno l’elogio.

Quella volta che Bergoglio fece leggere i compiti a Borges

Papa Francesco durante un'udienza generale

Padre Spadaro poi invita Francesco a parlare della sua esperienza con alunni del Liceo presso il quale insegnava e del fatto che avviò i suoi ragazzi alla scrittura creativa. Racconta il papa:

È stata una cosa un po’ rischiosa. Dovevo fare in modo che i miei alunni studiassero El Cid. Ma ai ragazzi non piaceva. Chiedevano di leggere García Lorca. Allora ho deciso che avrebbero studiato El Cid a casa, e durante le lezioni io avrei trattato gli autori che piacevano di più ai ragazzi. Ovviamente i giovani volevano leggere le opere letterarie più “piccanti”, contemporanee come La casada infiel, o classiche come La Celestina di Fernando de Rojas. Ma leggendo queste cose che li attiravano sul momento, prendevano gusto più in generale alla letteratura, alla poesia, e passavano ad altri autori. E per me è stata una grande esperienza.

Dopo aver segnalato il suo modo per avvicinare i giovani alla lettura, ammette di non aver seguito in maniera ordinata i programmi scolastici:

Ho completato il programma, ma in maniera destrutturata, cioè non ordinata secondo ciò che era previsto, ma secondo un ordine che veniva naturale nella lettura degli autori. E questa modalità mi corrispondeva molto: non amavo fare una programmazione rigida, ma semmai sapere dove arrivare più o meno.

È a questo punto che entra in gioco Borges:

Allora ho cominciato anche a farli scrivere. Alla fine ho deciso di far leggere a Borges due racconti scritti dai miei ragazzi. Conoscevo la sua segretaria, che era stata la mia professoressa di pianoforte. A Borges piacquero moltissimo. E allora lui propose di scrivere l’introduzione a una raccolta.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.